L’amore che riempie la vita di magia

Fin dai tempi degli antichi romani era consuetudine il primo giorno dell’anno fare gli auguri a funzionari e personalità in vista. Anche noi ci auguriamo a vicenda un “lieto Natale” o invochiamo “la benedizione di Dio sul nuovo anno”. Ci auguriamo l’un l’altro che vada tutto bene.

La parola tedesca wunschen, “augurare”, viene dal linguaggio militare o dalla ricerca di cibo e significa “girovagare, vagare, andare in cerca di qualcosa, conquistare qualcosa, guadagnare”. Noi andiamo in giro per trovare ciò di cui abbiamo bisogno per vivere.

Facciamo in modo di vincere, di avere successo nella vita. E’ in ogni desiderio.

Wunschen e’ in relazione anche con “amare,  avere in simpatia”. La parola germanica per “amico”, wini, ha la stessa radice di wunschen. 

Augurare qualcosa a un’altra persona significa dunque esprimere amicizia, simpatia e amore.

A Natale e all’inizio di ogni anno chiediamoci: cosa desideriamo veramente? Di che cosa abbiamo bisogno? Cosa cerchiamo, di cosa andiamo in cerca? Se diamo ascolto a tutti i nostri desideri, fin troppo spesso scopriamo che in realtà dovremmo essere grati a Dio per la vita che ci ha donato. Nei desideri si cela la scoperta che potremmo dare una svolta a noi stessi e al nostro mondo. Ma al tempo stesso sentiamo che questo mondo, questa nostra vita non è assolutamente così brutta come a volte ci sembra.

Quando un desiderio raggiunge il cuore dell’uomo, in lui trova espressione l’amore: un amore in grado di riempire di magia la vita dell’altro. (Anselm Grun, Il piccolo libro della gioia del Natale, pagg. 173-174).

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