“Abituati figlio al deserto”: il poeta russo Josif Brodskij mette in bocca a Miriam questa frase.
Lei ragazza di Galilea si trova d’improvviso il deserto intorno. La gravidanza irregolare, incinta prima del matrimonio e non del suo promesso, la mette al bando della comunità. Non fosse per lo sviscerato amore di Josef/Giuseppe, che le crede e la sposa lo stesso, sarebbe condannata a morte. Succede ancora oggi.
Un poeta tedesco, Rilke, immagina l’incontro tra Miriam e l’angelo dell’annuncio. Le dice:”Io sono il fiore, ma tu,tu sei la pianta.” Josef/Giuseppe, è molto più di questa fioritura, lui è la terra che abbraccia le radici della pianta, le stringe forte e non le fa estirpare dalla legge. Josef/Giuseppe è terra che protegge e nutre la pianta Miriam e le permette di crescere e di portare frutto. Il suo nome viene dall’ebraico “iasàf”, voce del verbo aggiungere, alla lettera, è “colui che aggiunge”.
cometaCosa? Aggiunge la sua fede: lui crede alla versione inverosimile di quella gravidanza. La verità è spesso inverosimile e ha bisogno di entusiasmo per essere detta e creduta. Josef crede a Miriam per amore e in amore credere non è cedere, ma aggiungere manciate di fiducia ardente. Josef aggiunge poi le sue nozze con Miriam, salvandola dai sassi della legge. Si aggiunge come padre secondo di quel figlio, insegnandogli il suo mestiere, iscrivendolo a suo nome nella discendenza di Davide. Josef: i vangeli non dicono che è vecchio. Dal suo slancio amoroso si intende che è giovane e innamorato senza riserva della sua Miriam.
L’amore del suo sposo secondo, il terrestre, la salva, e permette a questa storia di compiersi, ma intorno a lei si è alzato il deserto. Perciò non le pesa partire in inverno incinta al nono mese, né le pesa partorire in una capanna senza nessun aiuto, al chiaro di una stella, vagante e solitaria come lei nello spazio. “Abituati figlio al deserto”, il poeta russo intuisce in lei una solitudine da insegnare al figlio.
(Erri De Luca , Le sante dello scandolo, ed. Giuntina)