E’ uno degli aspetti che più mi incuriosisce di questo brano, il reiterato modo con cui il protagonista del brano, che questa volta possiamo chiaramente dire non essere Gesù, viene chiamato: “quello che era stato cieco”! Come la Samaritana al pozzo quest’uomo è definito non in base a ciò che è ma al suo passato, come del resto capita anche oggi quando usiamo tutte quelle parole che iniziano per ex … ex moglie o marito, ex alcolista, ex tossico; ho insomma l’impressione che il senso del brano che ruota ironicamente attorno alla metafora del vedere-non vedere, abbia al suo centro però la questione identitaria .. anzi una doppia questione identitaria perché vanno di pari passo lo svelamento dell’identità messianica di Gesù e l’identità del nostro ex-cieco.

Mi pare inoltre che il conferimento di questa nuova identità sia così radicale per quest’uomo da essere rappresentato quasi come una nuova nascita, egli all’inizio è come se non esistesse … è vero che è lui a non vedere ma è anche uno non visto, di cui a malapena ci si accorge tanto che successivamente i Giudei avranno problemi a ricordarsi se è o meno lui quello che sedeva tutti i giorni a mendicare. La sua condizione di non esistenza è ulteriormente confermata dalla sua iniziale passività, non parla, non chiede di essere guarito, non dice nulla. Il primo sguardo che si accende su di lui, quasi una chiamata all’esistenza, è lo sguardo di Gesù al quale segue una frase che credo abbia del formidabile: chiedono i discepoli “è così perchè ha peccato Lui o hanno peccato i suoi genitori”, frase che serve per mettere in luce una mentalità atavica e dura a morire che vuole che il male e la sofferenza, per non mettere in crisi la bontà e la giustizia di Dio, debbano comunque rientrare in un computo preciso, in risposta alla legge causa-effetto, questione troppo grande da affrontare al momento ma che Gesù respinge con una proposta assurda, spostando la causa del male dal passato al futuro, la cecità di quest’uomo si ha una causa ma non va ricercata nel suo passato ma profeticamente nel suo futuro, la sua disabilità, il suo male diventa missione, diventa ragione del suo esistere, idea che ha dell’incredibile eppure meravigliosa.

Inizia ora la rinascita dell’uomo, terra e saliva impastate a fare del fango, gesto che evoca la creazione e poi l’escalation sensoriale a cui viene sottoposto … prima è toccato manipolato, poi ascolta una voce, poi si muove e poi nell’acqua (elemento amniotico) entra nel mondo della luce. Ora quest’uomo è rinato, dopo aver ascoltato una parola e suggestivamente aver camminato al buio … ora ci vede ma la sua avventura non è finita, deve guadagnare la sua identità e scrollarsi di dosso la placenta del sua vecchia condizione di ex-cieco … quasi come in un processo kafkiano che ha dell’assurdo, del paradossale, il suo essere diventato vedente si tramuta in un capo d’accusa: perché ci vedi, chi è stato? Come accadrà a Pietro per tre volte deve rispondere ma a differenza di Pietro che rifiuta di riconoscere Gesù, lui pur non conoscendolo lo intuisce e via via sempre più lo proclama: Uomo-Gesù-Profeta-Crsito. Alla sua franchezza si oppongono le forze oscurantiste e cieche dei Giudei e dei Farisei che prima lo interrogano, poi mettono in dubbio la sua identità, poi chiamano come testimoni i genitori che rappresentano, nella loro ignava testimonianza, la rottura reale con la sua vecchia identità e infine egli stesso sarà accusato e respinto perchè “nato nei peccati” (ma loro non vedono che è rinato) e come “suo discepolo” che è appunto la nuova identità di quest’uomo che con occhi (immagino io) commossi, giunge al termine di questa sua eroica battaglia contemplando il volto di chi dalle tenebre lo ha chiamato alla sua mirabile luce!

 

30 marzo DO  – IV dom quaresima

10:00-11:30-18:30
SS Messe domenicali

19.30 Rosario ADULTI E FAMIGLIE

31 marzo LU

8:30 Lodi e reposizione
18:30 S. Messa.

01 aprile MA 

8:30 Lodi con adorazione

18:30 S. Messa

19:00 catechisti

21:00 Giovani … servizio: iniziamo a lavorare all’altare del Giovedì Santo, continuiamo a lavorare per le scenografie

02 aprile ME

8:30 Lodi con adorazione

18:30 S. Messa

03 aprile GI

8:30 Messa

18:30 Scuola della Parola

19:30 Cresima adulti

21:00 Fidanzati

04 aprile VE

8:30 Lodi con Adorazione

18:30 S. Messa e Via Crucis

19:00 dopocresima

20:00-23:00 adorazione notturna

05 aprile SA
➤ 8:30 Lodi con adorazione
18:30 S. Messa.

06 aprile DO – V dom quaresima

 10:00-11:30-18:30 SS Messe

12.30 pranzo sociale

 

Vi ha liberato dal peccato
e vi ha fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo,
unendovi al suo popolo

Quarta domenica di Quaresima

30 marzo 2014

“Finché io sono nel mondo,

sono la luce del mondo”

Gv 9,1-41

 

Rinunciare al potere delle tenebre, affinché lo Spirito apra i nostri occhi perché vediamo Gesù Cristo, colui che ha illuminato il mondo, e crediamo in lui solo

Il segno visivo che arricchisce la nostra icona floreale per il tempo quaresimale è, insieme ai fiori primaverili, il CERO  con il quale siamo stati illuminati all’inizio del nostro pellegrinaggio cristiano