Amerai …

Il senso delle cose sta nella loro origine e nella loro fine. L’origine e il fine delle cose però spesso ci sfugge come ci sfugge, a ben pensarci, l’origine e la fine della nostra vita. Conosciamo solo per sentito dire del nostro “ingresso” nella vita … e non solo non sappiamo ma anche rifiutiamo di indugiare sul pensiero della nostra dipartita da essa.

L’origine e il fine ( limiti che per dirla con Cusano, sono forse coincidenti) sono sfuggenti, e le parole, che usiamo per comprendere e carpire il senso delle cose restano qui arginate da un certo silenzio, non per imbarazzo o indecisione, ma un opportuno silenzio, perché in questi ambiti c’è ben poco da dire. Questa premessa è solo per giustificare il perenne imbarazzo che sorge in me all’idea di dover commentare la divina Parola quando essa “semplicemente” ci chiede di amare. L’esigenza dell’amore ha in sé la sua ragione e non ha bisogno di essere motivata, così come risulta arduo e forse inutile spiegare perché una cosa è bella o perché è buona.

Però attorno a questo tema abbiamo molto da dire, possiamo circostanziarlo, vagare nel dedalo dei camuffamenti di ciò che si maschera da amore e non lo è, individuare il suo quando, il suo come, il suo dove, il suo chi … ma non il suo perché. Ciò che il vangelo oggi ci ripropone è la priorità dell’amore, amare non è una cosa importante non è un comandamento ma è IL  comandamento, le altre esigenze o istanze della “legge di Dio” trovano in esso il fondamento e la chiave di volta e senza di esso l’intero castello dei doveri e delle osservanze crolla. La priorità di questo comando non è di ordine o grado ma di senso, esso è l’unico che ha un motivo proprio, che è “autoreggente” e tutto il resto si regge su di esso.

Qual’è il comandamento grande? La domanda del fariseo è ancora “insidiosa” secondo Matteo, ma dov’è l’insidia? Perché una domanda così semplice nasconde un insidia? Capiamo l’insidia della liceità o meno del tributo a Cesare, ma dov’è qui il rischio? Forse sta proprio nella possibilità di addentrarsi nell’argomento, i farisei, o almeno un certo fariseismo (ed una certa religiosità), risolvevano la questione di cosa sia prioritario nella legge scartando la domanda e osservando la smisurata precettistica della Torah in blocco … facciamo tutto e indistintamente quanto ci chiede Dio, senza chiederci il motivo e saremo così sicuri di compiacerlo.

Ma se Dio avesse voluto un teatrino al posto del creato, dove tutto accade e si muove secondo un ordine predeterminato non ci avrebbe dotato di intelligenza e di volontà, di discernimento e di libertà … comandare l’amore è appunto non un ingabbiamento ma una provocazione alla libertà.

La risposta di Gesù, nella sua folgorante semplicità non contiene alcuna novità; a dispetto di chi vorrebbe un Dio esigente ed accigliato per l’Antico Testamento ed uno Bonario e Misericordioso per il nuovo possiamo semplicemente dire che qui Gesù non inventa nulla, cita due passi ben noti della Scrittura. Amare Dio (Dt 6) e amare il prossimo (Lv 19). Una qualche novità forse la percepiamo nell’accostamento dei due comandamenti che sembrerebbero essere proposti non simili nella forma ma simili nella sostanza: amare Dio e amare il prossimo non sono due pratiche distinte ma due momenti di un unico movimento, per quanto le due espressioni ci possano richiamare atteggiamenti distinti e poco attinenti … amare Dio: pregarlo, lodarlo, adorarlo pensarlo, conoscerlo donandogli tutto me stesso, i pensieri, l’anima, il corpo; amare il prossimo: soccorrere, prendersi cura, nutrire, abbracciare, promuovere sostenere. Eppure tra i due ambiti c’è un innegabile circolarità, come se fossero l’uno la verifica dell’altro: ci dice infatti la lettera di Giacomo che non posso dire di amare l’invisibile Dio se non amo il fratello che vedo di fronte a me e non posso amare veramente il fratello senza che questo amore mi interroghi profondamente e mi riporti alla conoscenza e all’amore di chi il fratello me lo ha posto innanzi.

Tra i due poli però, Dio e il prossimo, c’è un fuoco. Esso emerge già nella formulazione dei comandi … con tutto il tuo cuore e la tua anima … come te stesso. Il centro di queste espressioni è “te stesso”, sono IO. Anche qui infatti sono riscontrabili delle deviazioni, si è dato talvolta nel corso del cammino dei cristiani, un amore di Dio formulato come disprezzo di se, come eliminazione del sé a lode e gloria del solo Dio, di un Dio che esige sacrificio e sofferenza … questa immagine di Dio è falsa come falsa e quella religiosità che ne deriva fatto tutta di mortificazioni e autoannullamenti. Ma anche l’amore del prossimo, senza amore di se stessi è pericoloso; amare gli altri senza amare se stessi si risolve in forme di amore nevrotico e faccendiero, apprensivo e soffocante.

Cuore

Nella Bibbia è il nucleo stesso della persona, non tanto e solo dei sentimenti ma soprattutto dell’intelligenza, della volontà, della capacità di amare e di decidere, anche emblema del mistero stesso della persona, “il cuore è un abisso, tu solo Signore lo conosci”

Vita

Preferiamo rendere con “Vita” quello che il Vangelo odierno riporta come anima, o meglio ancora sarebbe renderla col verbo “vivere” … pronunciare questa parola dopo la parola cuore suggerisce un dualismo interessante, azzarderei “vita interiore” e “vita esteriore”

Mente

La parola che usa Gesù è un termine dinamico, più che mente anche qui mi piace di più il verbo “pensare”. In relazione ai due termini sopra inoltre mi pare di intuire che l’attività del pensiero è quella che unifica l’esistenza, il cuore e la vita

Il comando dell’Amore secondo il Talmud

 

Rabbi Simlaj disse: “Sul monte Sinai a Mosè sono stati enunciati 613 comandamenti: 365 negativi, corrispondenti al numero dei giorni dell’anno solare, e 248 positivi, corrispondenti al numero degli organi del corpo umano … Poi venne David, che ridusse questi comandamenti a 11, come sta scritto [nel Sal 15] … Poi venne Isaia che li ridusse a 6, come sta scritto [in Is 33,15-16] … Poi venne Michea che li ridusse a 3, come sta scritto: ‘Che cosa ti chiede il Signore, se di non praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio?’ (Mi 6,8) … Poi venne ancora Isaia e li ridusse a 2, come sta scritto: ‘Così dice il Signore: Osservate il diritto e praticate la giustizia’ (Is 56,1) … Infine venne Abacuc e ridusse i comandamenti a uno solo, come sta scritto: ‘Il giusto vivrà per la sua fede’ (Ab 2,4; cf. Rm 1,17; Gal 3,11)”

7 Novembre ore 21:00
Verifica visita pastorale e programmazione formazione adulti per L’anno

Agenda Parrocchiale

dom 26 ottobre 14

8:30-10-11:30-19:00
Sante Messe
La Messa delle sera in cui si conclude la visita pastorale, è in via del tutto straordinario alle ore 19:00, da lunedì sarà, per tutto il tempo dell’ora solare, alle ore 17:30

lun 27 ottobre 14

8:30 Lodi – 17:30 S. Messa

mar 28 ottobre 14

8:30 Lodi – 17:30 S. Messa20:30 incontro Giovani

mer 29 ottobre 14

8:30 Lodi – 17:30 S. Messa

gio 30 ottobre 14

8:30 S Messa 17:30 Scuola della Parola19:15 Catechisti

ven 31 ottobre 14

8:30 Lodi – 17:30 S. Messaa seguire adorazione Eucaristica16:30 preparazione icona floreale domenicale

19:30 in teatro festa per ragazzi dalla prima media al primo superiore

sab 1 novembre 14

8:30-10-11:30-17:30 Sante Messe

dom 2 novembre 14

8:30-10-11:30-17:30 Sante Messe15:30 messa di commemorazione di tutti i fedeli defunti al cimitero

1-2 novembre ritiro dei cresimandi a Montevirginio

13 NOVEMBRE ore 21:00
presso la chiesa del divino amore cenacolo dei giovani