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Gen 9,8-15   Sal 24
1Pt 3,18-22   Mc 1,12-15

Leggiamo il Vangelo di questa domenica sfuggendo innanzitutto alla tentazione di compensarne la brevità facendo riferimento ai testi paralleli di Matteo e Luca. Marco delle tentazioni del Signore ci da una versione succinta ma dotata di una sua originalità: innanzitutto ci colpisce l’azione quasi brutale dello Spirito … Gesù non viene condotto o accompagnato ma spinto, espulso, gettato nel deserto. La Prova è un esperienza tutta umana ma non è frutto di una strategia o di un agenda, non si sceglie la prova a cui si è sottoposti, ne il luogo, ne il tempo … giunge improvvisa e sicuramente inopportuna.

Marco inoltre inizia questa micro narrazione con un presente storico a cui fa seguire un imperfetto che indica una azione continuata e ripetuta … lo Spirito lo spinge e Gesù vi rimaneva, vuol dire che se non sembra una scelta il deserto lo diviene nella perseveranza … per quaranta giorni vi rimane, non fugge. Ciò detto possiamo dunque chiederci legittimamente: dato che Marco non ci dice  esplicitamente come e in cosa viene tentato Gesù, cosa ci da il testo per meglio qualificare questa tentazione? Credo che abbiamo molto su cui riflettere soffermandoci sulla prolungata e voluta permanenza di Gesù nel deserto: azzardo il pensiero che forse la prima tentazione a cui resistere, anche per il Messia, sia sempre la tentazione di fuggire ovvero lo stesso rifiuto della prova: andarsene, voltare le spalle, schivare le responsabilità, fare a scaricabarili, alzare le spalle, dire che c’entro io, non dipende da me … in quante maniere si declina il disimpegno.

Ci sono vittorie che magari non sono alla nostra portata ma nessuna sconfitta merita la nostra resa, la nostra debacle!

Potremmo dire ancora molto sul  significato spirituale del deserto, luogo di amore, di solitudine, luogo di pedagogia, luogo di gestazione per il popolo. Potremmo inoltre cogliere nel subliminale riferimento alle fiere e agli angeli la dimensione “adamitica” di questo  vangelo che nell’obbedienza del Cristo a questo tempo legge per contrasto il riferimento alla disobbedienza di Adamo … Agostino dice a tale proposito che se Cristo è il nuovo Adamo nel deserto ci è andato ognuno di noi e lui per noi ha finalmente vinto.

Mi piaceva soffermarmi invece ancora un poco su questo interrogativo … quale è stata la più grande tentazione di Gesù? Se leggiamo le pagine che seguono in Marco, e il grande dramma di un Messia incompreso, potremmo forse rispondere che la grande prova di Gesù è stata “essere se stesso”, senza adattarsi ai modelli di Messia che altri gli proponevano, senza compiacere le aspettative degli altri, essere nella Verità pienamente libero. Sia anche per noi questa una preziosa pista da seguire.

 

IL DESERTO

Il deserto è un non luogo. Un luogo si caratterizza infatti per ciò che in esso si trova, il deserto è tale per il fatto che non vi si trova nulla e se qualcosa o qualcuno vi si trova è certamente fuori luogo, destinato a soccombere nel luogo inospitale per eccellenza. Ma proprio per questo suo essere non-luogo, cornice non condizionata dalla presenza di qualcos’altro, il deserto diventa il luogo della possibilità, della creazione, del sogno, del progetto. L’autore sacro quando ci parla della creazione non immagina il nulla, immagina il deserto: “Ora la terra era informe e deserta …” (Gn 1,2). È a partire da questo vuoto verginale che Dio può creare, può agire, può chiamare all’esistenza. Proprio per il fatto che il deserto ha queste peculiarità di essere luogo del progetto della possibilità e del ripensamento è un luogo dal quale fuggiamo perché starci vorrebbe dire anche ripensarsi. Il deserto del quale parlo non è ovviamente un luogo fisico ma uno spazio interiore, spazio che noi non siamo sempre disponibili a frequentare; siamo troppo abituati ad avere giornate piene e affaccendate che il vuoto, lo spazio e il tempo libero ci spaventa e ci atterrisce. È quello che gli antichi chiamavano “horror vacui”, la paura del vuoto, paura che questo “spazio libero” inizi ad interrogarci, a mettere in discussione chi siamo e come siamo. Eppure sentiamo spesso il contrario: “quanto vorrei una giornata libera” “quanto vorrei starmene sul divano a non far niente” … e certamente spesso accade che, stanchi e stremati questo ventre materno e caldo che è talvolta la poltrona, illuminata dal nuovo focolare domestico che è la televisione, ci accoglie in uno stato di semicoscienza dove pensare e ripensarsi e impossibile, anestetizzati come siamo dalla stanchezza e dai rumori di sottofondo. Ciò che noi fuggiamo è la sfida del deserto per il deserto, della solitudine come luogo del dialogo interiore col nostro cuore e con colui che scruta e conosce l’abisso del cuore. Portaci nel deserto Signore, parla al nostro cuore.

 

BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE

A partire dal 3 marzo inizieremo, come ogni anno, la benedizione delle case. lo scopo di questa bella tradizione è molteplice:

Rinnovare col segno dell’acqua benedetta, la nostra fede nel Signore Gesù e la grazia Battesimale e farlo proprio tra le mura domestiche, dove viviamo i nostri affetti più cari, dove ci ritiriamo stanchi dalle nostre giornate lavorative, dove talvolta si consumano anche condizioni di afflizione, solitudine o malattia, perché la luce della Pasqua possa penetrare anche lì.

Esprimere il senso della cura che la comunità parrocchiale deve avere verso tutti i suoi membri, anche quelli che se ne sono per diversi motivi allontanati o che non possono a causa di condizioni di infermità propria o dei familiari, allontanarsi da casa e proporre in questo caso la visita mensile di un sacerdote .

A fronte di questo però la grande sfida sta nella sproporzione tra il numero delle porte a cui venire a bussare ( 1800 circa), il tempo effettivo che vi possiamo dedicare e trovare o meno qualcuno in casa al momento della visita. Stimiamo che annualmente si riesce a raggiungere circa il 70% delle famiglie e di queste solo una su quattro risulta essere in casa al nostro passaggio.

Per questo motivo uno o due giorni prima affiggiamo un cartello alla base dei condomini che indichi il giorno e la fascia oraria della nostra visita e lasciamo sotto la porta, in caso di irreperibilità, un bigliettino che segnali il nostro passaggio e la disponibilità a ripassare in un altro momento se ne avrete il desiderio.

Vi confessiamo inoltre che, per quanto faticoso e oggettivamente pesante sia questo servizio è per noi sacerdoti enormemente utile perché ci consente di conoscere meglio e più da vicino la nostra gente e ci consente di aprire gli occhi anche su alcune condizioni di difficoltà, emarginazione o solitudine che diversamente non verremmo a conoscere. Vi chiediamo pertanto di aiutarci a mantenere viva e significativa questa tradizione: abbiate pazienza se non saremo sempre puntualissimi e se non riusciremo a raggiungere tutti. Lasciateci se volete un foglietto nel box in fondo alla chiesa dove indicate cognome della famiglia, numero civico, giorno e orario che preferite e se volete anche un numero di telefono e non fatevi scrupolo di chiederci di concordare un appuntamento per la visita e la benedizione della famiglia.

 

Parrocchia SS Salvatore
14 MARZO – VISITA A SUBIACO
adesioni entro il 4 marzo
Programma della giornata :
partenza dalla parrocchia con pullman ore 7:00
arrivo a Subiaco per le ore 9:00 circa
ore 10:00 visita guidata al sacro Speco
pranzo al sacco presso una sala del monastero
15:30 visita guidata del Monastero di Santa Scolastica
partenza per Bracciano ore 17:30
rientro per le 19:30 Parrocchia SS Salvatore
quota adulti 18 € quota minori 15 €
per partecipare lasciate il talloncino qui sotto
e la quota indicando il nome dei partecipanti e un cellulare.
Puoi chiedere alle catechiste oppure
3396047182  – dongigiromano@tin.it

 

Agenda Parrocchiale

dom 22 febbraio 15

8:30-10-11:30-17:30
       Sante Messe

12:30 pranzo caritas

lun 23 febbraio 15

8:30 Lodi – 17:30 S. Messa

mar 24 febbraio 15

8:30 Lodi – 17:30 S. Messa

mer 25 febbraio 15

8:30 Lodi
17:30 S. Messa

gio 26 febbraio 15

8:30 Messa

17:30 Scuola della Parola

19:30 cresima adulti

21:00 fidanzati

ven 27 febbraio 15

8:30 Lodi – 17:30 S. Messa

18:30 via crucis

21:00 Pietre Vive

sab 28 febbraio 15

8:30 Lodi – 17:30 S. Messa

dom 1 marzo 15

8:30-10-11:30-17:30
       Sante Messe