NEWSLETTER PARROCCHIALE DEL 17 GENNAIO 2016

NEWSLETTER DEL 17 SETTEMBRE

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Is 62,1-5   Sal 95   1Cor 12,4-11   Gv 2,1-11
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.

in genere ho sempre sentito nelle omelie spiegare così questo Vangelo, Maria con la bonarietà e la fermezza di una madre strappa un miracolo a Gesù anche se Gesù riteneva non fosse ancora l’ora di fare dei miracoli, Da ciò a livello spirituale ne deriva che se chiediamo delle grazie a Maria lei, che è madre, saprà far forza a Dio ed ottenerci ciò che chiediamo. Ci rendiamo conto senza troppi giri di parole come sia rischioso e antiquato questo modo di pensare di Dio. Piuttosto per comprendere questo brano lo dobbiamo ricollocare nella sua cornice più propria, che è la nuzialità … non si tratta di un dialogo tra una madre e un figlio ma il dialogo è tra Dio e l’umanità. Giovanni ce lo dice collocando sullo sfondo del brano un banchetto di nozze, eclissando gli sposi e facendo emergere invece Gesù e Maria, mettendo sulla bocca di Gesù il termine “Donna”, arricchendo il senso della scena con l’elemento simbolico del vino, segno della gioia e della festa.
Iniziando a leggere con ordine questo Vangelo non riesco all’ironica suggestione che se viene a mancare il vino è perché Gesù e i suoi discepoli sono invitati all’ultimo e che siano in qualche modo loro i responsabile del rapido esaurimento delle scorte di vino a questa festa, ma ironia a parte eccoci di fronte al momento saliente, Maria che qui rappresenta la Chiesa si rivolge non al figlio Gesù ma al Figlio di Dio facendo quello che è il compito principale della chiesa, manifestare a Dio il bisogno più profondo dell’uomo, la sua sete di vita e di amore: “non hanno più vino” … la frase è uno splendido colpo di pennello che racchiude in se’ l’urgenza contingente la vicenda del banchetto, dove si rischia al limite una brutta figura, non certo la vita, ma in filigrana vi si legge ciò che il vino significa nelle Scritture. Come il pane, il vino deriva dal lavoro umano che raccoglie i frutti della natura ma anche della propria fatica, che vengono macinati e sottoposti ad un processo che per noi è puramente “batteriologico” ma per gli antichi era “magico”, la lievitazione e la fermentazione, quasi segno di un intervento divino che benedice il lavoro umano. Il pane è ben chiaramente cifra di ciò che sostiene la vita, è il cibo per eccellenza. Il vino è invece ciò che si aggiunge alla vita perché essa non sia vissuta entro lo sterile cabotaggio del lavoro e del dovere, ma perché sia celebrata come dono, e arricchita dalla grazia. Se non c’è vino vuol dire che non c’è gioia, ed ecco che dicendo “non hanno più vino” Maria diviene la chiesa che dice a Dio, guarda Signore questa umanità, se non intervieni tu la loro vita è vuota, non hanno nulla da celebrare, non c’è gioia, non c’è festa.
A questo punto ci diviene più chiara la risposta di Gesù che non sta banalmente dicendo alla madre, guarda mamma non è il momento di fare i miracoli, ma alla Chiesa che dice a Dio, l’umanità ha bisogno di te, egli risponde:
primo, “donna che c’è tra me e te” … la frase che è durissima ritengo serva per ricollocarci nella giusta distanza … è come se Dio volesse ricordarci che Lui è Dio e noi gli uomini, lui il creatore noi la creatura, lui celeste e noi terrestre, lui eterno e noi di passaggio, non è un diniego ma una sorta di premessa che vuole alimentare lo stupore: Dio non ha il dovere di amarci, di soccorrerci, di salvarci, non ha alcun obbligo morale nei nostri confronti, il suo cuore non si commuove per i sensi di colpa … se Dio ama l’uomo è per una sua libera e sorprendente iniziativa. E aggiungendo a questo, non è ancora giunta la mia ora Egli sta alludendo al momento della croce, quella è “l’ora” in cui Dio riverserà sul mondo tutto il suo amore e la sua grazia … qui l’acqua diventa vino, lì da suo costato sgorgheranno acqua e sangue. Ben capiamo che allora che queste parole di Gesù in riferimento alla vicenda del banchetto sono poco significative se non vi intravediamo questo sottinteso. Ma la narrazione continua e ha ancora qualcosa da dirci, di nuovo Maria/Chiesa ci sorprende con una frase che non vuole replicare al figlio ma ci vuole suggerire qual’è l’atteggiamento da avere di fronte a Dio, anche quando ci sembra lontana la sua “ora”, ci sembra che egli stia differendo l’intervento decisivo che risponderà ai bisogni più profondi del nostro cuore, e l’atteggiamento è quello di una ostinata fiducia, è a noi che viene detto … fate quello che vi dirà, e chi lo dice è colei che ha detto “si faccia di me quello che tu dici”, è in altre parole, la stessa identica frase con cui nell’annunciazione Maria conclude il dialogo con l’angelo.
Un ultimo elemento di questo splendido brano dobbiamo salvare dalla banalizzazzione ed è il vino buono. Perché il vino che fa Gesù è più buono del precedente? Non rispondiamo, per carità, perchè l’ha fatto Gesù ed è garanzia di qualità … quel vino è più buono perché l’intervento di Dio viene ad invertire le logiche della gioia nella nostra vitaSe il vino infatti è segno della festa, della celebrazione della vita, una costante naturale è che la festa, la gioia col tempo si estingue, che finchè si è giovani, belli e in salute la vita è un dolce vino che va sorseggiato ma poi pian piano incattivisce e c’è il rischio che alla fine della fine ci sia da mandar giù solo della feccia. Può accadere ahimè che l’avanzare della vita porti a questo, ed ecco che questo Vangelo sembra suggerirci che se lasciamo irrompere la grazia di Dio nella nostra vita allora il vino sarà più buono col passar degli anni, che gli anni che passano non sono l’estinguersi della festa ma il preludio di una gioia ancora più grande: in fondo il vino risponde esattamente a queste logiche, se mal conservato si muta in aceto ma se invecchia bene diviene sempre più buono e raffinato.

Agenda Parrocchiale
dom 17 gennaio 16
8:30-10:00-11:30-18:00 SS Messe
12:30 pranzo caritas
19:00 benedizione animali
lun 18 gennaio 16
8:30 Lodi – 18:00 S. Messa
19:00 catechisti
mar 19 gennaio 16
8:30 Lodi – 18:00 S. Messa
mer 20 gennaio 16
8:30 Lodi – 18:00 S. Messa
19:00 Pietre Vive
gio 21 gennaio 16
8:30 Messa – 18:00 Scuola della Parola
19:30 Cresima adulti
21:00 Fidanzati
ven 22 gennaio 16
8:30 Lodi – 18:00 S. Messa
21:00 Pietre Vive
sab 23 gennaio 16
8:30 Lodi – 18:00 S. Messa
10:00-12:00 Oratorio
dom 24 gennaio 16
8:30-10:00-11:30-18:00 SS Messe
12:30 pranzo caritas
lun 25 gennaio 16
8:30 Lodi – 18:00 S. Messa

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Parrocchia Santissimo Salvatore chiesa del Beato Charles De Foucauld via delle Palme 6b - 00062 Bracciano (RM) 0699805216 - 3396047182 - passsamail@gmail.com

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