newsletter parrocchiale del 10 gennaio 2016

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Is 40,1-5.9-11   Sal 103   
Tt 2,11-14;3,4-7   Lc 3,15-16.21-22: 

Mentre Gesù, ricevuto il battesimo,
stava in preghiera, il cielo si aprì.

Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 

Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere
il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Ma il tetrarca Erode, rimproverato da lui
a causa di Erodìade, moglie di suo fratello,
e per tutte le malvagità che aveva commesso,
aggiunse alle altre anche questa:  fece rinchiudere

Giovanni in prigione.

21Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì 22e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

La scena del Battesimo del Signore nel Vangelo di Luca si apre con una insolita nota introspettiva che ci racconta il cuore del popolo, ricolmo di attese e di domande … attese e domande circa la venuta del Messia. Il lettore, che suppone i due capitoli precedenti che narrano la nascita di Gesù, sa già che la loro attesa ha ricevuto una risposta. Questa risposta è presente nel mondo, e questa situazione crea dal punto di vista narrativo una certa suspance: il popolo sta cercando qualcuno che è già in mezzo a loro … ed è lì con loro da diversi anni, e loro non lo sanno, loro lo ignorano. Questo fatto mi fa già pensare che forse per noi spesso può accadere lo stesso, siamo pieni di domande e di bisogni, incapaci di vedere che la risposta che cerchiamo è al nostro fianco, è a portata di mano, che tutto ciò che vogliamo è già qui, la presenza del Signore continua ad essere prossima e inavvertita.

Inoltre un altro elemento nella narrazione lucana del battesimo mi pare più che notevole. Purtroppo la cesura dei versetti 17-20, operata dal lezionario liturgico non ce ne fa accorgere ma c’è una sostanziale incoerenza narrativa che suppongo Luca operi volutamente. Se infatti in questi versetti si fa menzione dell’arresto di Giovanni Battista chi è che battezza Gesù al versetto 21?  Si ritiene che qui Luca stia facendo una semplice anticipazione di un evento che sarebbe accaduto in un futuro prossimo (quello che si chiama un flash foward) ma i riferimenti temporali nella narrazione non lo chiariscono. l’effetto allora è quantomai singolare, accade infatti che all’inizio del brano vengano nominati Il popolo – Giovanni – lo Spirito e alla fine del brano Il popolo – Gesù – Lo Spirito, ottenendo in qualche maniera l’effetto di una sostituzione tra Giovanni Battista e Gesù, come se l’emergere dell’uno facesse scomparire l’altro. I due in certo qual modo non possono coesistere: Giovanni infatti parla di un Dio che porta un severo giudizio, il secondo anziché giudice si fa imputato, mettendosi silenziosamente in fila con i peccatori. 

Luca forse non da voce al disappunto del Battista che vede Gesù chiedergli il battesimo (Mt 3,14) ma con questa sostituzione del protagonista ottiene un contrasto ancora più forte. E il silenzio di Gesù è ancora più assordante, egli non ha ancora proferito alcuna parola sulla scena del mondo eppure sta dicendo moltissimo con la sola sua presenza, nascosto, quasi indistinto tra la massa dei tanti che cercano un perdono.

“I cieli si aprono”: l’espressione non è meteorologica ma sicuramente evoca il repentino cambiamento tonale che accade quando in un cielo grigio e cupo per le nubi improvvisamente si fa spazio una lama di luce, è come “l’occhio di bue” del Padre che dal cielo esalta ciò che storicamente forse è rimasto nel grigiore indistinto della storia … Tu sei il Figlio mio, l’amato! Come nei vangeli dell’infanzia, prima che l’infante (letteralmente colui che non parla) inizi a proferir parola è il cielo a farne menzione, lì erano gli angeli che cantano il gloria, qui il Padre che si pronuncia circa il Figlio. L’espressione ha tutta l’ovvietà dei sentimenti di una Padre, un Padre infatti non può che amare il Figlio, compiacersene, essere orgoglioso, e questo non è frutto di meriti guadagnati sul capo, non è meritocrazia affettiva, non è ricompensa ma è dono … E se in quella radicale solidarietà di Gesù con ogni peccatore tutti diveniamo figli allora questo stesso amore, questa bella dichiarazione d’’amore è per noi, che ci sentiamo uniti al Figlio, resi Figli nel Figlio

 

Agenda Parrocchiale

dom 10 gennaio 16

8:30-10:00-11:30-18:00  SS Messe

12:30 pranzo caritas

lun 11 gennaio 16

8:30 Lodi – 18:00 S. Messa

mar 12 gennaio 16

8:30 Lodi – 18:00 S. Messa

19:30

mer 13 gennaio 16

8:30 Lodi – 18:00 S. Messa

19:00 Pietre Vive

gio 14 gennaio 16

8:30 Messa – 18:00 Scuola della Parola

19:30 Cresima adulti

21:00 Fidanzati

ven 15 gennaio 16

8:30 Lodi – 18:00 S. Messa

21:00 Pietre Vive

sab 16 gennaio 16

8:30 Lodi – 18:00 S. Messa

10:00-12:00 Oratorio

INS SUPERMERCATO COLLETTA ALIMENTARE TUTTO IL GIORNO

dom 17 gennaio 16

8:30-10:00-11:30-18:00  SS Messe

12:30 pranzo caritas

lun 18 gennaio 16

8:30 Lodi – 18:00 S. Messa

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Parrocchia Santissimo Salvatore chiesa del Beato Charles De Foucauld via delle Palme 6b - 00062 Bracciano (RM) 0699805216 - 3396047182 - passsamail@gmail.com

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