Is 40,1-5.9-11   Sal 84   2Pt 3,8-14   Mc 1,1-8

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Questo versetto merita di essere letto e commentato da solo per il semplice fatto che a ben vedere può essere considerato il titolo del Vangelo di Marco. Sapete quanto l’incipit di un opera in antichità sia spesso programmatico ed emblematico dell’intero scritto: Cantami o Diva … Nel mezzo del cammin … Quel ramo del lago di Como. La stessa Bibbia inizia con una frase che i commentatori moderni ritengono vada intesa piuttosto come titolo, lì dove si dice “In principio Dio creò il cielo e la terra”, dovremmo piuttosto leggere, come se fosse un titolo: “Di quando Dio in principio creò il cielo e la terra”. Ecco, quell’ ”in principio” è poi rimasto così nell’orecchio degli autori sacri che per Marco e Giovanni è la prima parola del Vangelo, Luca la mette nel secondo versetto e Matteo se anche non usa la parola in principio egli inizia la sua opera con una Genealogia che parte da Abramo che è L’Archè (il principio) dei credenti.
Oggettivamente questo titolo racchiude moltissimo, innanzitutto dice che qui inizia, ma da nessuna parte si dice che il Vangelo finisce … anzi l’ultimo versetto dell’opera di Marco che è ” Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.” ha un evidente senso di indefinitezza e si conclude appunto con un verbo all’imperfetto che indica un azione che continua e si prolunga nel Tempo … ancora oggi il Signore ci accompagna e conferma la Parola con i segni.
Poi non possiamo dare per scontato l’impiego della parola Vangelo, è un termine di uso comune che nel greco antico, indica in genere la “buona notizia” di una vittoria sui nemici, e con questo uso lo ritroviamo anche nella versione greca dell’Antico testamento, la Bibbia dei Settanta (LXX). Marco non ci parla esplicitamente di alcuna battaglia, anzi umanamente ci sarà la delusione di un Messia che non imbraccerà la spada, non guiderà rivolte, eppure Marco ci dice che così lui inizia il racconto di una vittoria. La Buona Notizia di Gesù Cristo: perdonate questo indugiare un po’ “grammatichesco” ma è importante qui intendersi, quel “di Gesù Cristo” se ci riflettete ha due significati e lo spiego con un esempio: sul mio tavolo c’è in questo momento un libro di spiritualità di Renè Voillaume, nessuno di voi fa fatica, anche se uso sempre la preposizione “di” a distinguere che nel primo caso la preposizione introduce l’argomento e nel secondo l’autore … Scrivendo “il Vangelo di Gesù£ si intende dunque l’autore o l’argomento? E’ lui che annuncia una Buona Notizia o è Lui stesso la Buona Notizia. Ebbene, come spesso amano fare gli esegeti di fronte alle scelte la risposta è che non dobbiamo necessariamente scegliere, è vera l’una è l’altra cosa … Gesù ci porta una Buona Notizia, Gesù è la Buona Notizia con la sua presenza, con la sua Parola, con la sua Vita donata. infine si dice “Cristo, Figlio di Dio”, poiché giustamente si è introdotto un personaggio e per la prima volta se ne fa il nome, subito l’autore ce ne chiarisce l’identità, ed è davvero insolito che con tanta chiarezza si dicache Gesè è il Cristo, il Figlio di Dio, perché questo termine, detto qui in maniera immediata e lapidaria, successivamente sarà taciuto, posto sotto segreto e usato con estrema parsimonia.

Una voce nel deserto

Da ciò si evince come questo primo versetto abbia un valore proprio in riferimento all’intero Vangelo di Marco. Questo non esclude però di leggerlo nel contesto dei versetti che seguono. Mi pare interessante in tal senso riflettere proprio sulla prima espressione. L’inizio del Vangelo … non siamo probabilmente cristiani di primo pelo, non profumiamo più del crisma battesimale, abbiamo attraversato nel nostro percorso di fede entusiasmi, disillusioni, delusioni e ritorni, abbiamo conosciuto il nostro peccato e la misericordia di Dio eppure di tanto in tanto ci sembra di dover ricominciare tutto da capo. Non lasciamoci trarre in inganno, non è questo il senso di una incapacità di progredire ma piuttosto la conferma del fatto che nella vita di fede il progresso ha una sua circolarità che periodicamente ci chiede di tornare al via affinché la nostra crescita non sia tanto in espansione quanto in approfondimento; lasciamoci idealmente trasportare in questo deserto dove ancora all’orizzonte non c’è nulla se non una voce, il deserto è un luogo dove non ci sono strade ben marcate e senza una guida che sappia scorgere i segni di un sentiero ogni direzione resta possibile, quella che conduce alla meta come quella della perdita. La voce ci esorta a preparare una strada: è una strada che dobbiamo percorrere noi ma anche una strada che intraprende il Signore stesso per raggiungerci ciò che conta è l’incontro, ciò che conta è che dunque si inizi un massivo lavoro di movimentazione terra, per rendere questo cammino evidente e possibile … qualche settimana fa c’è stato un interessante documentario sulla realizzazione dell’autostrada del sole, un opera record … Milano-Napoli in solo 8 anni, roba che risveglia l’orgoglio nazionale se non si pensa alla Salerno-Reggio Calabria … grandi opere realizzate con mezzi che non sono quelli di oggi eppure con grande volontà e determinazione perché dove si impegna la vita e le proprie energie l’impossibile diventa possibile. L’opera richiesta dal profeta non è ingegneristica però … i cumuli da spianare e i vuoti da colmare sono quelli esistenziali, sono le macerie dei nostri fallimenti, le montagne delle nostre paure, i vuoti delle nostre depressioni e delle nostre incoerenze … un vecchio una volta mi disse una cosa del genere, la ridico in dialetto poiché mi pare bella: “se le mani se spaventassero come ll’occhi, nun se farebbe mai gnente” … penso sia vero, alle volte ci sembra impossibile introdurre cambiamenti significativi nelle nostre vite, ci sembra impossibile poter seriamente ricominciare; poi qualcuno comincia a dirlo, a gridarlo con convinzione.
A tale proposito mi ha sempre impressionato la semplice testimonianza di un uomo, un frate minore mi pare, che ho conosciuto diverso tempo fa, si mise in testa di ricostruire una piccola chiesa che sta all’interno del sentiero delle gole dell’infernaccio, nelle Marche, i mezzi non potevano arrivare nel sito ma lui iniziò, prima solo, poi con l’aiuto di qualche incredulo, a portare su un giorno dopo l’altro una bolletta di cemento, ad impastarlo a mano e a mettere su pietra dopo pietra … ci ha messo trent’anni … e quello che ha fatto ha mani nude è incredibile, come anche la fila di pellegrini che vanno a visitare questo eremita un po’ folle e ad ascoltare la messa forse nella speranza che se un uomo con fede e caparbietà ha reso possibile il sogno di una nuova vita per un luogo diroccato allora anche per noi c’è spazio per l’ambizione ad una “ricostruzione” della nostra vita, ad un cambiamento.
Anche Giovanni grida nel deserto la possibilità di un cambiamento … lo grida con la vita, il deserto lo ha vissuto, respirato, se ne è riempito, con esso si nutre, di esso si riveste, la lanugine dei cammelli che fanno la muta, trasportata dal vento diviene il suo vestito, il miele delle api murarie e le locuste sono il suo cibo, l’acqua del fiume Giordano lo disseta e quest’invito fa breccia, all’interno delle paure e delle rese infiltra uno strale di speranza e allora accorrono tutti, si immergono in questa acqua, liquido amniotico che aspira ad una rinascita, confessano i propri peccati ma molto più confessano il loro desiderio di una vita nuova.
Ma Giovanni non è un seduttore (uno che conduce a se) ma una autentica guida: c’è uno che viene, uno più forte, uno che vi immergerà non nell’acqua ma nello Spirito che da Vita.

Agenda Parrocchiale
dom 7 dicembre 14
“8:30-10:00-11:30-17:30
Sante Messe”
lun 8 dicembre 14
“solennità dell’immacolata
8:30-10-11:30-17:30
Sante Messe
11:30 festa del tesseramento dell’Azione Cattolica”
mar 9 dicembre 14
“8:30 Lodi – 17:30 S. Messa
18:30 incontro catechisti
21:00 incontro giovani”
mer 10 dicembre 14
8:30 Lodi – 17:30 S. Messa
gio 11 dicembre 14
“8:30 Messa
17:30 Scuola d. Parola
19:30 corso ebraico”
ven 12 dicembre 14
“8:30 Lodi
17:30 Messa e adorazione
21:00 Pietre vive”
sab 13 dicembre 14
“8:30 Lodi- 17:30 Messa
– la parrocchia partecipa alla fiera di Santa Lucia … venite a trovarci!!!”
dom 14 dicembre 14
8:30-10:00-11:30-17:30 Sante Messe