La vostra liberazione è vicina 

Inizia con questa domenica il tempo di Avvento, tempo in cui la Chiesa e la nostra comunità è chiamata ad esercitarsi nella pratica dell’attesa. Questa fondamentale dimensione della fede non è propria solo di queste settimane precedenti le festività Natalizie, l’attesa è piuttosto la qualità specifica che il credente è chiamato a dare al tempo che vive.

Il tempo scorre inesorabile, lo sappiamo, ma il suo fluire nei nostri giorni non ci lascia indifferenti, viviamo gli eventi che ci attraversano con diversi stati d’animo: gioia o tristezza, trepidazione o noia, angoscia o frenesie. E la stessa percezione che abbiamo del tempo è influenzata da tutto ciò, tanto che ci sono giornate che scorrono piacevolmente, altre in cui ogni minuto è gravoso, altre che ci scivolano tra le dita lasciandoci l’impressione di aver perso tempo.

Siamo forse disabituati a riflettere sul senso del tempo che viviamo e sulla qualità che siamo capaci di imprimergli. Per recuperare il senso dell’attesa la scrittura oggi ci suggerisce di guardare ai “segni dei tempi”. Questi segni, di varia natura, possono riguarda tanto il cosmo e il creato quanto la storia e i popoli … quando anche ciò che riteniamo stabile ed eterno inizia a vacillare allora il rischio è di cadere preda del panico e della paura. Il credente, ci dice il Vangelo odierno, non cede alla tentazione della paura o dell’angoscia ma reagisce con il sollevare il capo scrutando in questi segni non il presagio di una fine imminente, ma la “venuta del figlio dell’uomo”, la costante presenza e prossimità della salvezza.

Per guadagnare questo atteggiamento l’evangelista Luca, che secondo la tradizione era medico, ci prescrive una ricetta: evitare le dissipazioni, le ubriachezza e gli affanni … ovvero evitare di vivere il tempo in maniera negativa: deupaperandolo, disperdendolo, sprecandolo, riempiendolo di attività, o stordendoci con tutte quelle cose che si chiamano “passatempo” per evitare il confronto con il suo scorrere che ci impone di riflettere su di esso per poter tramutare la passività con cui spesso lo affrontiamo in una “danza dei giorni”, in una giusta e ben cadenzata attesa della sua venuta … tanto quella finale, quanto quella intermedia, quel feriale venire del Signore nelle nostre giornate che la fede ci può far sperimentare. Oltre che la medicina preventiva Luca ci prescrive anche dei “rimedi” alla dissipazione ovvero “vegliate e pregate”. La preghiera non è tempo perso ma è tempo donato ad un incontro, tempo che come fa il sale con il cibo, il lievito con la pasta, può, se anche poco in proporzione, dare sapore e volume a tutte le altre ore della nostra giornata.

Un pensiero in appendice: cielo e terra passeranno le mie parole non passeranno … bellissima l’idea che proprio il cosmo, che spesso ci impone un senso di piccolezza e inadeguatezza venga definito oggi nel vangelo come passeggero mentre noi, apparentemente piccoli e effimeri, siamo destinati all’eternità … ci sono queste belle parole di Benigni che interpreta un amante che afferma che senza colui che ama il mondo intero non ha alcun senso e che mi piace immaginare oggi pronunciate dal Signore per ciascuno di noi, specie nei momenti in cui ci sentiamo piccoli e insignificanti. 

“Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spengere questa luce bellissima del Sole che mi piace tanto… ma tanto… lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto… portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo… la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine… le zucchine…”

Ma anche questo bel pensiero di Pascal mi pare adatto:

377. L’uomo è solo una canna, la piú fragile della natura; ma una canna che pensa. Non occorre che l’universo intero si armi per annientarlo; un vapore, una goccia d’acqua bastano a ucciderlo. Ma, quand’anche l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe pur sempre piú nobile di quel che lo uccide, perché sa di morire, e la superiorità che l’universo ha su di lui; mentre l’universo non ne sa nulla.

Tutta la nostra dignità sta, dunque, nel pensiero. In esso dobbiam cercare la ragione di elevarci, e non nello spazio e nella durata, che non potremmo riempire. Lavoriamo, quindi, a ben pensare: ecco il principio della morale.

(B. Pascal, Pensieri, a cura di P. Serini, Einaudi, Torino, 1967, pagg. 160-163)

Agenda Parrocchiale

sab 28 novembre 15
8:30 Lodi – 17:30 S. Messa

dom 29 novembre 15
8:30-10:00-11:30-17:30
SS Messe

lun 30 novembre 15
8:30 Lodi – 17:30 S. Messa
21:00 VEGLIA NELLA VIGILIA DELLA
DEDICAZIONE DELLA CHIESA

mar 1 dicembre 15
8:30 Lodi
17:30 MESSA NEL 2° ANNIVERSARIO
DELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA
18:30 INCONTRO MENSILE CARITAS

mer 2 dicembre 15
8:30 Lodi  -17:30 S. Messa
gio 3 dicembre 15
8:30 Messa
17:30 Scuola della Parola
18:30 CATECHISTI

ven 4 dicembre 15
8:30 Lodi – 17:30 S. Messa
ADORAZIONE 18:30-22:30

sab 5 dicembre 15
8:30 Lodi – 17:30 S. Messa
dom 6 dicembre 15
8:30-10:00-11:30-17:30
SS Messe
12:30 PRANZO SOCIALE CARITAS