Is 45,1.4-6   Sal 95   1Ts 1,1-5   Mt 22,15-21
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

 Gesù, dopo l’ultimo confronto con i farisei che ha ripetutamente accusato di essere degli ipocriti, viene raggiunto da un gruppo di loro discepoli con lo scopo di ingannarlo. Il loro agire continua ad essere in linea con l’accusa da cui vengono colpiti; l’ipocrita è un attore della religione, e una persona doppia, con la maschera e questi discepoli da loro inviati non sono che un mascheramento, un travestimento come quelle di un “lupo vestito da agnello”. Le parole con cui si presentano sono adulatorie ma pericolose, i salmi dicono di queste persone che sulla bocca hanno il miele ma per lingua una lama affilata … non a caso vengono scortati dagli erodiani, garanti di Erode e dunque dell’autorità civile.  Hanno studiato accuratamente questo piano, ormai sono certi di avere Gesù in pugno, lo pongono furbescamente di fronte ad una questione inconciliabile: è giusto o no pagare il tributo a cesare … il si o il no sono entrambe scelte perdenti, vuol dire dichiararsi o per Cesare e quindi deludere il popolo, o contro Cesare e dunque guadagnarsi immediatamente l’etichetta di sobillatore di masse alla disobbedienza civile. A tale proposito è particolarissima la loro introduzione, spiccatamente adulatoria che da un lato sembra render merito a Gesù per la sua franchezza, dall’altro mostra l’implicita dimostrazione che la coerenza a loro parere è impossibile, che è necessario a volte avere due facce, come una moneta … che l’ipocrisia di cui sono tacciati è in qualche maniera necessaria.

La risposta di Gesù è geniale, si fa consegnare la moneta del tributo, la fa osservare a tutti e chiede, di chi è la scrittura e l’immagine, ed essi rispondono “di Cesare!”, al che lui dice, “date a Cesare quel che è di Cesare ma a Dio quello che è di Dio”: che vuol dire? Una frase ad effetto per accontentare tutti? Una espressione ambigua per scavalcare l’ostacolo? Nella lettura tradizionale questa è la frase che ispira i rapporti, diremmo oggi, tra Chiesa e stato, tra potere civile e quello religioso … Gesù propone cioè una netta e nuova per il suo tempo, separazione tra due ambiti al tempo considerati coincidenti; questa lettura non è certo da scartare; il rispetto dell’autorità civile da un lato ma non una codarda sottomissione poiché in quel “date a Dio quel che è di Dio” è implicato il primato della coscienza, il rispetto del potere politico ma anche un preciso limite che è appunto il senso della giustizia e del bene che ci viene consegnato da Dio.

A questa lettura tradizionale ne aggiungiamo due: la prima direi polemica … mi pare che Gesù in questa frase smascheri il falso zelo dei suoi interlocutori che si presentano come difensori di Dio ma sono interessati soprattutto a tenersi in tasca quella moneta. La seconda che gli è affine quella che ruota intorno all’immagine … Cesare è la cifra del potere che disumanizza, lasciarsi imporre la sua immagine è diventare schiavi, date a Cesare quel che è di Cesare è dunque anche un rifiuto … rendete a Cesare la sua immagine e prendetevi la vostra che è l’immagine di Dio!

approfondimenti dei ragazzi del dopocresima: “Date a Cesare quel che è di Cesare, date a Dio quel che è di Dio”

Il problema di pagare la tasse si poneva anche al tempo della chiesa primitiva, ed ecco perché ci si rifà a quanto avvenuto ai tempi di Gesù. Questa frase iniziale spiega, o meglio, ci informa che la domanda “le tasse sono giuste o no” se la ponevano anche ai tempi di Gesù. La domanda che ora pongo è: le tasse, sono effettivamente giuste da pagare?Secondo il Vangelo di Luca (20,20-26) delle persone chiesero a Gesù:«Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni secondo verità la via di Dio. È lecito che noi paghiamo il tributo a Cesare?». Gesù rispose: «Mostratemi un denaro: di chi è l’immagine e l’iscrizione?». Essi risposero:«Di Cesare». Ed Egli disse: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio» Sicuramente, dal frammento del Vangelo scritto sopra è opportuno che le tasse siano pagate, ma certamente ci sono tasse utili e tasse che se ne potrebbe anche fare a meno.

(Chiara  con la partecipazione di Sara)

 

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ragazzi del dopocresima

IL RAPPORTO STATO-CHIESA: DALLE ORIGINI A OGGI

Il rapporto tra Stato e Chiesa è da sempre oggetto di critiche e rivolte. Fin dall’ antichità, la Chiesa aveva supremazia e potere al pari dello Stato, se non maggiore di esso. Ricordiamo, ad esempio, che nel Cinquecento il concetto di Clero era fortemente travisato, poiché concentrato  su ricchezza e lusso. I membri ecclesiastici riscuotevano le tasse al popolo, non l’ imperatore, Infatti da vari secoli la figura del Papa veniva considerata più importante. Dal 20 settembre 1870, giorno della Brecccia di Porta Pia la Chiesa è entrata in conflitto con lo Stato, poiché limitata alla minuscola città del Vaticano, quando prima contava territori notevolmente più estesi.  La “pace” fu ritrovata in seguito durante il periodo fascista con i famosi Patti Lateranensi (art. 7 della Costituzione Italiana), nella quale in cambio della sua approvazione al movimento politico lo Stato (incarnato nella figura di Mussolini) garantiva come unica religione statale il Cristianesimo.  Oggi, in teoria, questa divisione fra i due poteri dovrebbe esistere ancora secondo la Costituzione, ma talvolta c’è il rischio che alcuni politici provino a tirare dalla loro parte la Chiesa o che alcuni uomini di Chiesa si sentano più vicini all’ uno o all’ altro campo politico.

 AGENDA

DOMENICA 19 OTTOBRE
8:30 – 10:00 – 11:30 – !8:30 SS Messe
LUNEDI 20 OTTOBRE
8:30 Lodi
18:30 S. Messa
MARTEDÌ 21 OTTOBRE
8:30 Lodi
18:30 S. Messa
20:30 incontro Giovani
MERCOLEDÌ 22 OTTOBRE
8:30 Lodi
18:30 S. Messa
GIOVEDÌ 23 OTTOBRE
8:30 S. Messa§
18:30 Scuola della Parola
VENERDÌ 24 OTTOBRE
8:30 Lodi
18:30 S. Messa e adorazione
21:00 1° incontro per allestimento presepe
SABATO 25 OTTOBRE
8:30 Lodi
18:30 S. Messa
DOMENICA 26 OTTOBRE
attenzione entra l’ora solare
8:30 – 10:00 – 11:30  SS Messe
19:00 in via del tutto straordinaria
la messa vespertina si celebra alle ore 19:00
anziché alle ore 17:30
a chiusura della visita pastorale

 

 

 

 

Silvia e Rebecca