Is 61,1-2.10-11 Lc 1 1Ts 5,16-24 Gv 1,6-8.19-28
Chi sei tu, cosa dici di te …

Questa domenica ci chiede di riflettere sul tema della gioia. Può sembrare opportunistico e minimale prendere spunto solo da questa parola ma in realtà credo sia un questione nevralgica dell’assetto delle nostre vite, cosa sia la gioia, cosa intendiamo con questa parola e dove e se la troviamo.
Può sembrare inoltre inappropriato lasciare il testimone della gioia a Giovanni il Battista, profeta livido e severo, che intima una conversione e annuncia un castigo, che vive le esigenze della sua vocazione all’interno di una vita rigorosamente impostata attorno alle astinenze, i digiuni, le rinunce, il deserto … eppure, scopriremo poi perché, a tutti gli effetti Giovanni Battista è il profeta della gioia. Iniziamo però a dipanare la matassa di queste provocazioni e chiediamoci quale possano essere i misunderstanding odierni circa la gioia … il più grande credo sia la possibile confusione tra gioia e il divertimento … entrambe le cose possono generare “felicità”, che definirei piuttosto un momento espressivo sia dell’una che dell’altra, ma la felicità che viene dalla gioia mi viene da rappresentarla come la punta di un iceberg … la parte esteriore di qualcosa che è molto più grande e va in profondità, la felicità che viene dal divertimento diversamente è una sorta di fuoco d’artificio che divampa e brucia in un istante meraviglioso e ne resta poi pallida memoria come il fantasma di quella luce che per un poco resta impressa nella retina come una macchia lattiginosa. Il divertimento, stando all’etimo della parola, vuol dire letteralmente l’allontanamento che metto in atto dal centro della mia vita e da tutto ciò che normalmente gli gira intorno per vagare verso qualcosa di diverso, nuovo, insolito … qualcosa che dia un pochino una scossa alla mia esistenza, che incrini la superficie piatta e uniforme del mio vissuto che mi annoia e mi tedia. Ma il problema del nuovo è che una volta conosciuto diventa anche esso vecchio e i divertimenti familiari non divertono più e quindi bisogna allargare la rotta del proprio vagare con cerchi sempre più ampi. Pensate solo per un istante quanto sia oggi freneticamente a lavoro l’industria del divertimento: giochi, videogiochi, parchi gioco, sale interattive, giochi di società, scommesse e poi forme di intrattenimento sempre più estreme, ma anche la ricerca dello sballo, la moda del momento, la ricerca di scosse di adrenalina … certe volte questo può diventare esattamente uno stile di vita, una vita spericolata, che va sempre al massimo che dice che è meglio bruciare in un istante che spegnersi lentamente, una vita vissuta stando perennemente “fuori” dalla propria vita … una vita che sia sempre “vacanza” da sé. La gioia diversamente è la capacita di trovare gusto nella propria vita, in quella di tutti i giorni, nella normalità, di scoprire un tesoro nel proprio quotidiano; Racconta Martin Buber nel suo splendido libro “il cammino dell’uomo”: Ai giovani che venivano da lui per la prima volta, Rabbi Bunam era solito raccontare la storia di Rabbi Eisik, figlio di Rabbi Jekel di Cracovia. Dopo anni e anni di dura miseria, che però non avevano scosso la sua fiducia in Dio, questi ricevette in sogno l’ordine di andare a Praga per cercare un tesoro sotto il ponte che conduce al palazzo reale. Quando il sogno si ripeté per la terza volta, Eisik si mise in cammino e raggiunse a piedi Praga. Ma il ponte era sorvegliato giorno e notte dalle sentinelle ed egli non ebbe il coraggio di scavare nel luogo indicato. Tuttavia tornava al ponte tutte le mattine, girandovi attorno fino a sera. Alla fine il capitano delle guardie, che aveva notato il suo andirivieni, gli si avvicinò e gli chiese amichevolmente se avesse perso qualcosa o se aspettasse qualcuno. Eisik gli raccontò il sogno che lo aveva spinto fin lì dal suo lontano paese. Il capitano scoppiò a ridere: “E tu, poveraccio, per dar retta a un sogno sei venuto fin qui a piedi? Ah, ah, ah! Stai fresco a fidarti dei sogni! Allora anch’io avrei dovuto mettermi in cammino per obbedire a un sogno e andare fino a Cracovia, in casa di un ebreo, un certo Eisik, figlio di Jekel, per cercare un tesoro sotto la stufa! Eisik, figlio di Jekel, ma scherzi? Mi vedo proprio a entrare e mettere a soqquadro tutte le case in una città in cui metà degli ebrei si chiamano Eisik e l’altra metà Jekel!”. E rise nuovamente. Eisik lo salutò, tornò a casa sua e dissotterrò il tesoro sotto la sua stufa.
Ma un’altra è inoltre la differenza tra gioia e divertimento ed è ancora più fondamentale … il divertimento è una forma di felicità individuale, la gioia è sempre e necessariamente condivisa e decentrata; pensateci, quale è il prototipo della gioia? La nascita di un bambino, chi ha fatto questa esperienza in famiglia, quella del Vangelo di una vita annunciata che cresce e che improvvisamente irrompe nella vita di una famiglia ed ha finalmente un volto ed una voce, si prova una grandissima gioia, una gioia contagiosa che si estende oltre i genitori ai fratelli, le sorelle, i nonni, gli zii, gli amici … “Happiness is not real if it is not shared” è la frase che Christopher McCandless annotò sul suo diario poco prima di morire, nel 1992, a nord del monte Mckinley, in Alaska, all’interno di un vecchio autobus abbandonato, alla fine del suo breve ma straordinario percorso di conoscenza ed esperienza di vita, la felicità non è reale se non è condivisa … ed è precisamente questo il motivo che fa di Giovanni battista il profeta della gioia, egli inizia a profetizzare già dal grembo di sua madre e di lui Elisabetta dice che “sussulta di gioia” perché ha percepito la presenza di Gesù nel grembo di Maria venuta in visita dalla cugina. Giovanni sente il motivo della gioia nella venuta di un altro, uno che salverà il suo popolo … e questa gioia che Giovanni annuncia egli non la potrà mai vedere realizzata, uscirà di scena, vittima degli intrighi di palazzo, prima che essa si realizzi pienamente in Gesù, la potrà solo intravedere da lontano, offuscata anche da qualche dubbio, mentre tende in prigione la sua fine … in Giovanni, profeta della gioia, non c’è alcuna ambizione personale, alcuna ricerca di sé, a chi lo interroga : “chi sei … che dici di te” egli innanzitutto risponde con una definizione in negativo: non sono il Cristo, non sono il profeta, non sono Elia. In fondo qual’è il grande problema degli adolescenti … è che sfondano la barriera del sogno e del tutto possibile che avvolgeva la loro infanzia e scoprono i loro limiti, quello che non possono e non riescono: vorrebbero essere bellissimi, bravissimi, capacissimi, infallibili … scoprono che non è così e si rattristano … un adulto invece è uno che ha conosciuto e accettato il proprio limite e questo “conoscersi” limitati e quindi bisognosi, bisognosi degli altri e di quell’Altro che è Dio, fa la sua gioia. Ecco perché Giovanni inizia col definirsi in negativo … addirittura diminuendosi oltre misura; è vero infatti che non è il Cristo ma Gesù di lui dirà che davvero è il più grande di profeti ed è lui quell’Elia che doveva tornare secondo Malachia (3,1). L’opinione che Giovanni ha di sé è in relazione alle scritture e al suo rapporto con Dio, egli, a dispetto della sua apparenza, è un uomo felice perché si è riconosciuto a partire dalla Parola di Dio e ha trovato il suo posto e la gioia di riconoscere la venuta del Salvatore. A noi lascia quest’oggi la stessa domanda … “chi sei tu? cosa dici di te stesso”? … Ci conceda il Signore di conoscerci e comprenderci a partire dall’incontro con Lui perché se Giovanni nella sua predicazione aveva un limite era esattamente questo: egli diceva … cambiate vita per accogliere Signore … in Gesù scopriamo invece un annuncio di misericordia e una mano tesa che viene a dirci, accoglimi e in me troverai la forza di cambiare vita!

Avvisi di Natale
Confessioni nel tempo di Natale: esortando tutta la comunità a prepararsi all’imminente Natale anche attraverso il sacramento della riconciliazione e che siamo a disposizione ogni giorno per questo servizio, faremo comunque in modo di essere presenti, almeno un sacerdote, con questi tempi e orari nella cappellina feriale
dal 16 al 23
*al mattino dalle 11 alle 12:00
* la sera 17:00-17:30 / 19:00-20:00
Novena di Natale Cinzia
dal 16 al 24 dicembre 18:30-19:00. Ogni giorno lo affidiamo a:
16 catechismo elementari 17 gruppo caritas 18 catechisti
19 catechismo medie 20 famiglie 21 ritiro di Natale
22 giovani 23 coro polifonico 24 vigilia

Animazione musicale
VENERDì 19 19:00 Concerto di Beneficienza in Teatro
MARTEDI’ 23 18:30 Concerto di Natale coro polifonico

Domenica 21 dicembre
-Benedizione dei bambinelli in tutte le messe
-16:30 proposta di un ritiro di Natale che inizia in teatro alle 16:30 con una riflessione e dei gruppi di lavoro, quindi ci trasferiamo in Chiesa per la preghiera della Novena dopodiché in teatro di nuovo per una cena semplice e in condivisione e quindi una attività di condivisione tramite cineforum

Mercoledì 24 dicembre, Vigilia di Natale
-Tutto il giorno sarà animato in maniera silenziosa e semplice, dando spazio alla meditazione, all’adorazione e alla possibilità di confessarsi
-Confessioni 9-12 e 16-20
-7:00 ufficio … esposizione semplice dell’eucaristia 8:30 lodi cantate
-12:00 ora sesta e reposizione 16 esposizione semplice 17:00 vespri
-18:30 novena 20:00reposizione 23:00 Apertura della Chiesa
-23:30 Veglia di Natale e Messa
-All’uscita prima rappresentazione del presepe vivente

Giovedì 25 Santo Natale
messe 8:30 – 10:00 – 11:30 – 17:30
Domenica 28 festa della santa famiglia
nelle messe rinnovo delle promesse matrimoniali
messe 8:30 – 10:00 – 11:30 – 17:30
18:30 in teatro “festeggiamo il Natale in Parrocchia”
acquisto biglietti lotteria di natale
proiezione piccolo film “Natale sulla Statale” realizzato dai
giovani, dai ragazzi e dai bambini del catechismo
estrazione dei numeri della lotteria
poi sarà servito un primo, e quindi panettone e spumante

Mercoledì 31 dicembre ultimo del’anno
17:30 messa di ringraziamento canto del Te Deum
proposta di un cenone di fine anno in parrocchia, la cena è aperta a tutti. sarà organizzata in condivisione, seguiranno giochi tradizionali … alle ore 23:40 inizieremo una messa semplice della durata di 25 minuti in modo da far coincidere
la consacrazione e la comunione eucaristica con la mezzanotte quindi proseguiremo con un semplice brindisi e con gli auguri

Agenda Parrocchiale
dom 14 dicembre 14
8:30-10:00-11:30-17:30
Sante Messe
lun 15 dicembre 14
8:30 Lodi – 17:30 S. Messa
mar 16 dicembre 14
8:30 Lodi – 17:30 S. Messa
18:30 Novena di Natale 1°
21:00 incontro giovani
mer 17 dicembre 14
8:30 Lodi – 17:30 S. Messa
18:30 Novena di Natale 2°
19:30 Prep. del ritiro di Natale
gio 18 dicembre 14
8:30 Messa
17:30 Scuola d. Parola
18:30 Novena di Natale 3°
19:30 corso ebraico
ven 19 dicembre 14
8:30 Lodi
17:30 Messa e adorazione
18:30 Novena di Natale 4°
19:00 in teatro concerto di Beneficienza a sostegno delle attività del gruppo Caritas
21:00 Adorazione mensile
sab 20 dicembre 14
8:30 Lodi- 17:30 Messa
18:30 Novena di Natale 5°
dom 21 dicembre 14
8:30-10:00-11:30-17:30 Sante Messe
18:30 Novena di Natale 6°
16:30 Ritiro di Natale