capitolo primo LA STORIA

 

 

Dalle pagine di un diario
Autore: Emilio Presciuttini.

13 giugno 1980: Decreto di erezione della
Parrocchia SS.mo Salvatore in Bracciano.

 

La parrocchia SS.mo Salvatore venne eretta il giorno 13 giugno 1980, nella solennità del Sacro Cuore di Gesù, dal Vescovo di Civita Castellana, Orte, Gallese, Sutri e Nepi S. Ecc.za Mons. Marcello ROSINA (foto n. 1).

Una chiesa non nasce per caso. Il luogo dove nasce porta sempre con sé, insieme ad altri di carattere pratico e ideale, elementi simbolici o particolarmente significativi. La chiesa Beato Charles de Foucauld in Bracciano ne possiede qualcuno di sorprendente ricchezza.

La sua Comunità, come raccontato, ed è documentato, prima di approdare all’attuale tempio, per un tempo ha come compiuto un pellegrinaggio vero e proprio in diversi luoghi e ambienti in cui celebrare l’eucarestia, soprattutto quella domenicale, della quale il cristiano, come i martiri di Abitene, non può fare a meno. Senza eucarestia, come sappiamo, non si può dare comunità cristiana compiuta.

Nell’atto di erezione il Vescovo dimostrava di essere ben consapevole dello sviluppo del Piano Regolatore della città e si preoccupava di provvedere, con sollecitudine pastorale, ad una soluzione. Manifestava però la difficoltà di trovare un luogo ove poter svolgere le attività di culto e teneva presente una possibile, se non immediata, certamente prossima, costruzione di locali per il raggiungimento dei fini pastorali (foto n. 2).

Con il decreto del 13 giugno 1980 venne nominato primo parroco della Comunità SS.mo Salvatore don Piergiorgio LANARI che ricopriva anche l’incarico di parroco di San Lorenzo Martire nella frazione di Pisciarelli.

I confini venivano descritti nell’atto di erezione stralciando il territorio della parrocchia Santo Stefano Protomartire di Bracciano. In quegli anni, la zona indicata nel decreto aveva i suoi confini, ma mostrava ancora l’aspetto di campagna. Non era ancora edificato un proprio agglomerato urbano. Alcune case erano sparse nelle strade di campagna: via Altare del Lupo, strada poderale “Uomo morto”, Quarti di Cinquilla, “Fosso del diavolo”, Poggio Molare, località “Battistella”, Monte Bello, Valle del Pero, strada poderale di S. Vito, strada provinciale da Bracciano a Castel Giuliano, fino al km 3,600, che verrà denominata poi via Archimazzasette (foto n. 3). Con questo nome verrà successivamente anche chiamata tutta la località del territorio parrocchiale.

Dal 1981 vennero edificate le prime abitazioni in via delle Palme. Prima i residenti del palazzo di via della Palme al civico n. 1 e, successivamente quelli del civico n. 2 misero a disposizione un locale condominiale per permettere la celebrazione della Santa Messa festiva. Si attuava così, in maniera definitiva, il decreto vescovile. Don Piergiorgio Lanari poté dare inizio alle prime attività pastorali parrocchiali.

12 giugno 1986: Registrazione nella Gazzetta Ufficiale di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto.

Il 25 marzo 1986 il Vescovo diocesano determinò la sede e la denominazione della parrocchia nella propria diocesi ed elencò la Chiesa parrocchiale SS.mo Salvatore negli atti di richiesta per la registrazione quale ente ecclesiastico civilmente riconosciuto. Il riconoscimento giuridico arrivò così in forma ufficiale e venne sancito nella Gazzetta Ufficiale con il Decreto del 29 maggio 1986. Successivamente, il 12 giugno 1986, venne iscritta dal Tribunale di Roma nel registro delle persone giuridiche con il n. 1220/87 (foto n. 4).

Nel locale condominiale gli abitanti della zona poterono usufruire, oltre che del servizio religioso, anche delle attività del catechismo per i bambini e i ragazzi del nuovo quartiere in continua espansione. Molte erano le famiglie che si stavano trasferendo da varie località a Bracciano in quanto i costi delle abitazioni erano ancora piuttosto contenuti. Ai giovani del territorio vennero conferiti per la prima volta i Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. Le celebrazioni, a causa del ristretto spazio disponibile, vennero officiate nella Chiesa parrocchiale San Lorenzo Martire, a Pisciarelli, qualche volta a Bracciano, nella chiesa parrocchiale Santa Maria Novella o nel Duomo Santo Stefano.

10 marzo 1989: Accettazione dimissioni del vescovo ROSINA e nomina del vescovo ZADI.

Il Santo Padre Giovanni Paolo II il 10 marzo 1989 accoglieva le dimissioni del Vescovo S. Ecc.za Marcello ROSINA, per raggiunti limiti di età. Elevava, con nomina episcopale, S. Ecc.za Mons. Divo ZADI, Vescovo della diocesi di Civita Castellana. Il Vescovo venne ordinato l’8 aprile 1989 e fece il suo ingresso in diocesi il 13 maggio 1989.

7 luglio 1989: Delibera del Comune di Bracciano per la concessione del terreno per la destinazione del luogo di culto.

Il 7 luglio 1989, con la deliberazione n. 26, il Consiglio Comunale di Bracciano approvò la variante – art. 34 Legge 865/71 – per il Piano di Zona “Archimazzasette”. L’area era originariamente adibita ad “istruzione” e, con tale variante, venne destinata ad “attrezzature di interesse comune” ed in particolare alla costruzione di un edificio per il culto (foto n. 5). Con la deliberazione n. 27 del 7 luglio 1989 del Comune di Bracciano venne assegnato alla Parrocchia SS.mo Salvatore un lotto di terreno edificabile in diritto di superficie, per una cubatura di mc. 5376, circa mq. 4.480, distinto in catasto al foglio n. 23 p.c. n. 84. Il terreno denominato “Archi-Mazzasette”, come previsto dal Piano Regolatore, era stato destinato per edilizia economica e popolare, non era pianeggiante ma si presentava come un montarozzo di terra piuttosto informe.

Il 16 gennaio 1990 venne registrato dal notaio l’atto di cessione del diritto di superficie, rep. 19942, da parte del Comune di Bracciano a beneficio della Parrocchia SS.mo Salvatore.

17 settembre 1989: Visita pastorale di Sua Santità
Giovanni Paolo II a Trevignano Romano.

Sua Santità Giovanni Paolo II si recò in visita pastorale nella diocesi di Civita Castellana il 17 settembre 1989. Venne previsto un incontro anche a Trevignano Romano. Don Piergiorgio colse al volo quell’occasione. Preparò la prima pietra per la costruzione della futura Chiesa e la presentò al Papa per la benedizione. La pietra venne posizionata sotto l’altare nel prefabbricato. Successivamente, allo smantellamento del prefabbricato, venne estratta ed utilizzata di nuovo per la posa della costruzione della nuova Chiesa.

Negli anni successivi si espandeva e si ramificava sul territorio l’edificazione dei nuclei abitativi. Vennero aperti i cantieri edili nel complesso denominato Ciao Italia Village. A poco a poco cresceva sempre di più il numero degli abitanti della zona.

Con il trascorrere degli anni la Comunità parrocchiale rivolgeva sempre le attenzioni e le aspirazioni alla costruzione del tempio e dei locali per le attività pastorali.

14 aprile 1994: Costruzione di un prefabbricato provvisorio.

Era continua la ricerca per trovare un luogo più adatto per le attività pastorali. Al pellegrinare iniziato nel 1980 si prospettò un nuovo cammino. La Comunità parrocchiale poteva disporre, grazie all’interessamento dell’Associazione “Fratres”, di un prefabbricato (foto n. 6) già utilizzato durante il disastroso terremoto che colpì le popolazioni della Regione Friuli Venezia Giulia il 6 maggio 1976. Dopo la ricostruzione della città di Tarcento, in Friuli, il prefabbricato, non più utilizzato, venne gratuitamente assegnato a favore della parrocchia SS.mo Salvatore di Bracciano. (foto n. 9)

Data la scarsità di spazi, poteva fungere anche da sala per incontri formativi e culturali, ritenuti necessari per l’aggregazione delle persone del territorio.

L’8 marzo 1994, con prot. n. 3335, venne inoltrata l’istanza al Commissario Straordinario del Comune di Bracciano con la quale si richiedeva la realizzazione di un prefabbricato da istallarsi sul terreno di pertinenza della parrocchia per essere destinato ad attività di culto, catechistiche, culturali e ricreative. In data 14 aprile 1994 il Commissario Straordinario rilasciò l’autorizzazione per l’istallazione del prefabbricato, ribadendo che il manufatto rivestiva carattere di assoluta precarietà, in attesa dell’approvazione del progetto, prot. 17367 del 29 novembre 1993, relativo alla costruzione di un edificio per il culto.

Per fare spazio al prefabbricato si procedette alla rimozione della terra in quella parte dell’area interessata dal posizionamento dell’opera. La struttura era composta di pali di ferro che sorreggevano una travatura, anch’essa in ferro, e ricoperta con pannelli coibentati. Anche le pareti erano dello stesso materiale. Misurava mt. 30×7.30 circa. I lavori vennero eseguiti grazie alla buona volontà dei più generosi che ne hanno coperto, autofinanziandosi, le spese.

Erano trascorsi circa 15 anni dall’inizio delle attività pastorali nei locali condominiali in via delle Palme n. 1 e n. 2. Tutta la comunità era, e sarà, sempre grata ai condomini di quegli edifici. La vita della Comunità parrocchiale riprendeva ora un nuovo cammino. Verso nuovi e più impegnativi obiettivi. Ma ancora viveva il senso della precarietà, la mancanza degli spazi.

L’espandersi delle costruzioni edili sul territorio e l’arrivo continuo di nuove famiglie si manifestava nella vita della comunità con la presenza di persone, sempre crescente, alle celebrazioni festive e di numerosi bambini e ragazzi iscritti al catechismo.

Gli anni seguenti, con l’ingresso nel prefabbricato, furono caratterizzati da un fervore creativo ed operativo di eccezionale portata. Mancavano i mezzi economici e le strutture logistiche. Ma c’era in tutti un grande entusiasmo!

Per dare maggiore slancio all’azione pastorale, constatata la partecipazione numerosa alle celebrazioni eucaristiche, il clero della diocesi decise di far venire in aiuto di don Piergiorgio, in particolare per la celebrazione delle Messe festive, considerati anche i suoi impegni pastorali nelle due parrocchie, alcuni sacerdoti che si trovavano in Italia per motivi di studio nelle Università pontificie. Vennero ospitati presso la parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa in Vigna di Valle. Don Piergiorgio e tutta la Comunità parrocchiale venne confortata dall’impegno e dalla dedizione di questi Sacerdoti che negli anni si succedettero.

Il pellegrinare continuo della Comunità parrocchiale, che aspirava sempre alla costruzione del tempio, ebbe così l’opportunità di conoscere, di apprezzare, e di ringraziare: don Michael EDEM e don Francis ESSIEN OKON, dalla Nigeria; don Emanuele GASANA, ora nella casa del Signore, dal Burundi; don Simeon ENTHE, ora parroco a Prato; don (Gerace) Jarald RUGMINIBAI JAYARAY, (foto n. 8) dall’India; don Norbert Hainz HÜRTER, dalla Germania (foto n. 9).

La Comunità parrocchiale è grata anche ai Cappellani militari della vicina Scuola di Artiglieria per la disponibilità dimostrata in alcune occasioni. Ricordiamo con affetto don Sergio GRISOLIA, ora cappellano a Caserta e don Gian Paolo COSTALUNGA, ora cappellano a Trieste.

Risalgono al 1995 i primi registri della Parrocchia SS.mo Salvatore nei quali vennero iscritti coloro che ricevettero, nel prefabbricato, per la prima volta i Sacramenti. Risulta dai registri parrocchiali che il Sacramento del Battesimo venne conferito per la prima volta il 5 febbraio 1995. Il Sacramento della Prima Comunione venne conferito, per la prima volta, il 28 maggio 1995 ed il Sacramento della Cresima venne conferito, per la prima volta, il 10 giugno dello stesso anno.

Da quel lontano 1980, anno di erezione della parrocchia, ad oggi hanno ricevuto i Sacramenti del Battesimo, della Prima Comunione e della Cresima centinaia di giovani. Dai registri parrocchiali, dal 1995 al 2006, risulta essere stato conferito il Sacramento della Prima Comunione a 253 ragazzi/e ed il Sacramento della Cresima a 314 ragazzi/e. A loro volta, ora che sono diventati genitori, chiedono per i loro figli il conferimento dei Sacramenti.

Quante celebrazioni eucaristiche, processioni, ore di catechismo, incontri di preghiera, momenti di formazione e di crescita comunitaria nella fede vennero celebrate e furono tenuti nel prefabbricato!

25 ottobre 1995: Commissione preparatoria per
la costituzione del Consiglio Pastorale parrocchiale.

Don Piergiorgio in quel particolare periodo constatò che la Comunità parrocchiale, essendosi costituita da qualche anno, era assidua, attiva e partecipe alle funzioni liturgiche e numerosa la presenza di bambini alle iscrizioni al catechismo; avvertì quindi la necessità di avere vicino dei collaboratori per poter svolgere alcune azioni pastorali. Il 25 ottobre 1995 (foto n. 9) affisse, nella bacheca parrocchiale, la convocazione di una riunione, che si tenne il 31 ottobre alle ore 21.00, nella quale vennero invitati tutti coloro che erano interessati ad impegnarsi negli ambiti pastorali. Dopo paziente ricerca e valutazione riuscì a trovare alcuni fedeli che, animati da senso di corresponsabilità, avevano accettato di costituire una Commissione preparatoria di studio, composta di nove elementi compreso il Parroco, con lo scopo di preparare la strada per istituire il Consiglio Pastorale parrocchiale.

Le seguenti iniziative vennero assunte dalla Commissione preparatoria con il compito di riflettere sul significato, i compiti ed il funzionamento del Consiglio: studiare i modi per informare la comunità; esaminare i criteri per dar vita ad un Consiglio pastorale per rispondere alle esigenze di comunione e missione della realtà parrocchiale; elaborare infine uno statuto ed un regolamento. Gli incontri che i membri tennero servirono innanzitutto per conoscersi e per scambiarsi le esperienze acquisite nelle altre comunità parrocchiali di provenienza ed erano tenuti in orari notturni che spesso finivano allietati da piacevoli dolci spuntini nella vicina pasticceria. I lavori della Commissione preparatoria terminarono dopo quattro mesi! Vennero tenuti quattordici incontri della Commissione e per due volte venne convocata l’Assemblea dei fedeli, sempre al termine della Santa Messa festiva, per portare a conoscenza i lavori svolti e sensibilizzare le coscienze.

L’iniziativa aveva appurato, in altri tre incontri successivi, che lo scopo era ormai concretizzato e che dieci persone avevano manifestato la propria disponibilità nel collaborare in vari settori pastorali. Il 29 marzo 1996 la Commissione portò a termine il mandato prefissato e riscontrò che non vi era più motivo di continuare i lavori. In accordo con il parroco venne annunciato all’Assemblea dei fedeli che il Consiglio Pastorale poteva così iniziare il suo primo mandato. La data fissata per la prima convocazione del Consiglio Pastorale parrocchiale venne stabilita per il giorno 16 marzo 1996.

16 marzo 1996: Costituzione del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

La Commissione preparatoria trasmise tutti gli atti elaborati al Consiglio Pastorale parrocchiale. E successivamente venne approvato lo Statuto del CPP che era composto di nove articoli (foto n. 12). In esso vennero stabilite la natura e la funzione del CPP nel rispetto delle norme del Codice di Diritto Canonico previste ai can. 536, par. 1 e 2. Esso affermava che è l’organo di partecipazione responsabile dei fedeli alla vita e alla missione della parrocchia; rappresenta l’intera comunità parrocchiale nell’unità della fede e nella varietà dei suoi carismi e ministeri. Ribadiva che aveva carattere consultivo ed i suoi membri insieme con coloro che partecipano alla cura pastorale della parrocchia in forza del loro ufficio, prestano il loro aiuto nel promuovere l’attività pastorale.

Il CPP si proponeva di:

promuovere l’evangelizzazione di tutta la popolazione del territorio, nel contesto della sollecitudine pastorale e missionaria della Chiesa;

agire, in comunione con il Parroco, nello spirito di corresponsabilità, per l’incremento dell’evangelizzazione e per lo studio della situazione socio-pastorale nell’ambito parrocchiale, proponendo iniziative concrete per la soluzione dei problemi;

stimolare, sostenere e coadiuvare l’attività del presbiterio, delle organizzazioni e dei gruppi parrocchiali;

studiare le modalità di attuazione, nell’ambito della parrocchia, del piano pastorale diocesano predisponendo i mezzi per l’esecuzione e verificandone l’attuazione per i raggiungimento dei fini proposti e di ogni altra finalità connessa alla realtà pastorale della parrocchia.

1996: Costruzione di una cappellina votiva 

alla Madonna in via della Palme.

Il terreno di pertinenza della parrocchia doveva ospitare un luogo sacro. Per renderlo visibile venne deciso di realizzare una cappellina in muratura per accogliere una statua votiva a Maria. Il luogo prescelto, nei pressi del vicino palazzo in via delle Palme al civico n. 6, fu ben ponderato.

Possiamo ancora vedere come la cappellina sia rimasta immutata nel tempo in quanto, anche con i lavori per la nuova costruzione della Chiesa, non è stato necessario modificarne l’aspetto.

9 aprile 1996: Prima visita Pastorale alla Comunità
parrocchiale del Vescovo S. Ecc.za Mons. Divo ZADI.

Il 9 aprile 1996 il Vescovo diocesano S. Ecc.za Mons. Divo ZADI fece la sua prima visita pastorale alla Comunità parrocchiale SS.mo Salvatore. Venne accolto all’inizio di via delle Palme, nei pressi del civico n. 2, e in processione giunse nel piazzale antistante il prefabbricato. Ebbe modo di complimentarsi per ciò che era stato realizzato. Nel comprendere le difficoltà e i disagi che erano stati vissuti e che ancora quotidianamente si vivevano a causa della carenza degli spazi per le attività pastorali, assicurò che avrebbe fatto il possibile, appena i tempi lo avessero permesso, per ufficializzare la richiesta alla Conferenza Episcopale italiana ed ottenere i finanziamenti previsti per la costruzione della Chiesa e dei locali parrocchiali.

1 ottobre 1996: Costituzione del Consiglio
per gli Affari Economici.

Con il crescere continuo della Comunità parrocchiale e l’intensificarsi delle varie attività pastorali, emerse la necessità di aiutare don Piergiorgio anche nella gestione amministrativa della parrocchia. Venne pertanto deciso, in accordo con il Consiglio Pastorale parrocchiale, di costituire il Consiglio per gli Affari Economici, come stabilito dal can. 537 del Codice di Diritto Canonico.

Gli scopi di questo organismo, che dovrebbe essere presente in ogni comunità parrocchiale, vennero così stabiliti:

coadiuvare il parroco nel predisporre il bilancio preventivo della parrocchia, elencandone le voci di spesa prevedibili per i vari settori di attività e individuando i relativi mezzi di copertura;

approvare alla fine di ciascun esercizio, previo esame dei libri contabili e della relativa documentazione, il rendiconto consuntivo;

esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione;

curare l’aggiornamento annuale dello stato patrimoniale della parrocchia, il deposito dei relativi atti e documenti presso la Curia diocesana e l’ordinata archiviazione delle copie negli uffici parrocchiali.

L’organismo costituito dal 1 ottobre 1996 non ha mai cessato o interrotto le sue funzioni per il raggiungimento degli scopi prefissati. Coloro che ricoprono l’incarico di membro del Consiglio devono essere: attivamente inseriti nella vita parrocchiale; capaci di valutare le scelte economiche con spirito ecclesiale e con professionalità; formati per gestire amministrativamente le risorse economiche nel rispetto della trasparenza e della oculatezza.

1997-1999: Preparazione al Grande Giubileo dell’Anno 2000.

All’annuncio di indizione del Grande Giubileo dell’Anno 2000, per vivere tale evento con una adeguata preparazione, venne proposto alla Comunità parrocchiale un percorso spirituale e formativo. Il cammino, denso di impegni e di iniziative, aveva lo scopo di dare più profonda e responsabile consistenza alla vocazione cristiana della intera Comunità parrocchiale.

Venne elaborato un piano pastorale che prevedeva di acquisire la capacità di comunione e di apertura attraverso le tre vie maestre del percorso spirituale: l’approfondimento del messaggio evangelico per poter scoprire, amare e annunciare la Parola divina con sempre maggiore coinvolgimento personale; la liturgia, che allarga la vita interiore individuale in una visione collettiva e universale del rapporto orante con Dio e con la Chiesa; la carità, il cui spirito tende a compenetrare la nostra esistenza fino all’assimilazione degli altri in noi stessi.

Per ciascuno dei tre percorsi spirituali furono previste alcune iniziative: per la evangelizzazione, dei corsi di catechesi; per la liturgia, alcune celebrazioni di meditazione e di preghiera comunitaria  con frequenza settimanale; per la carità venne aperto un centro di ascolto per dare risposta alle esigenze delle famiglie.

4 giugno 1999: Lettera ufficiale di richiesta al Vescovo diocesano per la costruzione della Chiesa.

Il tempo trascorreva non senza difficoltà organizzative all’interno del prefabbricato. La Comunità parrocchiale sentiva sempre urgente il bisogno di avere un luogo più idoneo per le celebrazioni eucaristiche sempre più partecipate. Molto si discuteva in parrocchia circa le idee ed i progetti per la costruzione della Chiesa. Il Consiglio Pastorale decise quindi di inoltrare al Vescovo diocesano una lettera formale di richiesta (foto n. 13 e 13a) affinché ufficialmente fossero adottate tutte le dovute formalità per la costruzione della Chiesa. Nella lettera venne indicata la presenza del numero di abitanti sul territorio della parrocchia che, alla data del 31 dicembre 1998, ammontava a 2.400 persone, ma – considerati i non residenti –  il numero era stimato vicino ai 3.000.

Per far comprendere come era aumentato l’impegno pastorale vennero anche inseriti i seguenti dati:

Battesimi conferiti dal 1995 al 1998 n. 77.

Cresime conferite dal 1995 al 1999 n. 92.

Prime Comunioni conferite dal 1995 al 1999 n. 88.

Matrimoni dal 1995 al 1998 n. 44.

Defunti dal 1995 al 1998 n. 20.

I Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana (foto n. 7) venivano tutti celebrati in parrocchia, mentre i matrimoni e le esequie dei defunti venivano celebrati in altre parrocchie.

Esistevano quindi le condizioni per richiedere la costruzione di un adeguato edificio da destinare a Chiesa parrocchiale.

Si ebbe la certezza che un edificio più rispondente alle esigenze del culto avrebbe potuto contribuire a realizzare una migliore evangelizzazione e ad avvicinare un maggior numero di persone alle celebrazioni liturgiche e alle attività pastorali. Era innegabile che si sarebbe potuto attivare una più organizzata ed efficiente pastorale connessa con incisive iniziative di vario carattere.

Effettivamente in quel tempo le istanze che i fedeli rivolgevano al parroco, soprattutto nel tempo di Quaresima durante le benedizioni delle famiglie, auspicavano la costruzione di una Chiesa.

Seguì, dopo qualche tempo, una nuova richiesta al Vescovo nella quale si constatava che il numero degli abitanti residenti, alla data del 1 gennaio 2003, era aumentato a 2.972 persone e le previsioni di stima, per l’insediamento di ulteriori cantieri edili nella zona di Cinquilla, dimostravano che sarebbe continuato a crescere in breve tempo. Si prevedeva un incremento sino a 3.800/4.000 abitanti in quanto era stato previsto dal Comune di Bracciano il rilascio di nuove concessioni edilizie in aree rese di recente edificabili.

2000: Grande Giubileo dell’Anno Santo 2000.

L’evento giubilare venne preparato con accurata attenzione. La Comunità parrocchiale partecipò, grandi e i piccoli, a celebrazioni ed incontri in piazza San Pietro. Nelle famiglie vennero accolti alcuni giovani che partecipavano alla giornata mondiale della gioventù a Tor Vergata. A Roma più volte, in questo periodo, venne programmata la partecipazione della Comunità parrocchiale alle Udienze Generali del mercoledì che il Santo Padre concedeva. Il pellegrinaggio proponeva sempre la visita alla Basilica e al sepolcro dell’apostolo San Pietro, alla necropoli di San Pietro, ai luoghi dove i primi cristiani vennero martirizzati, ai giardini e ai musei vaticani (foto n. 14, 15,16).

Per le festività natalizie venne realizzato un piccolo presepe vivente negli spazi aperti del terreno della parrocchia. L’iniziativa realizzata, in accordo con il Comitato di quartiere, coinvolse le catechiste ed i bambini che in quell’anno frequentavano il catechismo (foto n. 17, 18, 19, 20, 21).

5 ottobre 2001: Realizzazione della recinzione del terreno.

L’area di pertinenza della parrocchia si presentava ancora, in parte, come un montarozzo. Si presentò l’occasione di renderlo del tutto pianeggiante. Una ditta di escavazione stava effettuando dei lavori in un’altra zona e necessitava di terra. Venne eseguito il calcolo della cubatura di terra da movimentare e, dopo l’espletamento delle autorizzazioni necessarie, con i lavori di sbancamento il terreno di pertinenza della parrocchia cambiò completamento aspetto. Il Consiglio per gli Affari Economici decise di stanziare i fondi e, il 5 ottobre 2001, tutta l’area di pertinenza della parrocchia venne recintata. Successivamente nel perimetro dell’area vennero piantati circa una ventina di olivi.

2 gennaio 2002: Una torta per il Papa.

Ogni anno, nel periodo delle vacanze natalizie, la Comunità parrocchiale era solita partecipare all’Udienza Generale del Santo Padre. Mercoledì 2 gennaio 2002 (foto n. 22 e 23) venne deciso di portare all’udienza, per farne dono al Papa, una torta. Sua Santità giunse molto vicino a coloro che la offrirono e, molto grato del dono, li benedisse. Inaspettatamente il 9 gennaio 2002 giunse in parrocchia una lettera ufficiale dalla Segreteria di Stato, nella quale era scritto che Sua Santità aveva gradito ed apprezzato il dono ed esprimeva i suoi cordiali auspici di pace e prosperità, estendendo all’intera Comunità parrocchiale la sua Benedizione Apostolica (foto n. 24).

17 maggio 2004: Realizzazione 

di un campetto di calcetto dotato di illuminazione.

La realizzazione del campetto di calcetto fu possibile in quanto la Regione Lazio e la Provincia di Roma bandirono una gara relativa allo “Sport e salute categoria svantaggiati” con la quale vennero erogati dei contributi speciali per la realizzazione di impianti sportivi. La Circolare n. 12 del Consiglio Regionale del Lazio giunta, per posta, in parrocchia portava la data del 20 luglio 2001. Precedentemente, la Legge Regionale n. 13 del 13 giugno 2001 aveva riconosciuto l’importanza che le parrocchie svolgevano nella funzione educativa, aggregativa e sociale e prevedeva delle concessioni di finanziamenti per la realizzazione di progetti concernenti attività oratoriali. Don Piergiorgio presentò le relative domande agli enti preposti ed il 31 marzo 2005, con l’atto n. 12, vennero approvate ed erogato il contributo di € 50.000 (foto n. 25).

Il costo dell’opera ammontò a € 53.800 di cui € 3.800, per le concessioni e le tasse, furono a carico della parrocchia.

Il campetto di calcetto, unico nel quartiere, divenne così il ritrovo di molti giovani. La data prevista per la benedizione e l’inaugurazione del campetto di calcetto venne fissata alla domenica 20 giugno 2004.

Aprile 2004: Interruzione del cammino 

della comunità parrocchiale. 

Il parroco don Piergiorgio Lanari nell’aprile del 2004 venne colpito improvvisamente da una grave malattia. Tutta la Comunità parrocchiale si ritrovò nel più totale disorientamento. Il periodo di ricovero e di malattia venne vissuto con sgomento a causa purtroppo delle non buone notizie sullo stato di salute di don Piergiorgio.

Dopo 24 anni si chiuse un periodo della storia della parrocchia SS.mo Salvatore, che potremmo paragonare al tempo del dissodamento del terreno, della aratura e della semina: lavoro che richiese a questo amato Pastore molti sacrifici e che venne sempre compiuto con grande amore e dedizione alla Chiesa e verso i fedeli. A volte sembrava che don Piergiorgio avesse il dono dell’ubiquità, era dappertutto, si divideva tra la parrocchia SS.mo Salvatore, quella di San Lorenzo Martire a Pisciarelli, le Suore del Divino Amore e Bracciano sempre a gran velocità.

Lo stato di salute non gli permise di continuare il ministero sacerdotale e la sua opera pastorale e di servizio alla Comunità parrocchiale che con lui era potuta crescere e testimoniare la fede in Cristo nel territorio. Tutti coloro che lo hanno conosciuto hanno potuto apprezzare la forza d’animo, la grande generosità e la disponibilità, il responsabile impegno, la capacità di relazione e la cordialità, l’accoglienza fraterna ed affettuosa soprattutto con i bambini ed i ragazzi.

Aprile 2004: Il Vescovo nomina Amministratore parrocchiale Mons. Nicola FIORENTINI e Vicario parrocchiale don Orazio ROSSI.

A causa della grave malattia di don Piergiorgio Lanari il Vescovo diocesano ha provveduto a nominare Amministratore e legale rappresentante della parrocchia SS.mo Salvatore Mons. Nicola Fiorentini, parroco di Santo Stefano Protomartire in Bracciano.

Per dare continuità all’azione pastorale e garantire l’assistenza religiosa venne nominato, Vicario parrocchiale, don Orazio Rossi (foto n. 10) che con la sua presenza ha contribuito, e contribuisce, a prestare una preziosa collaborazione alla Comunità parrocchiale.

8 agosto 2006: Affitto dei locali in via delle Palme n. 5/b.

In via delle Palme al civico n. 5/b, proprio di fronte all’ingresso della parrocchia, si trovano dei locali che ospitavano l’Associazione AAIS di Bracciano che vi risiedeva dal 1990. L’Associazione, nell’estate del 2006, si trasferì in una nuova sede a Bracciano lasciando quindi liberi i locali. Si presentava l’occasione, vista la loro prossimità alla parrocchia e la disponibilità di ampi spazi, di dare alle attività pastorali nuovo incremento. L’8 agosto 2006 venne firmato il contratto di locazione. La Comunità è grata ai proprietari che con senso di grande responsabilità hanno deciso di stipulare un contratto di affitto molto vantaggioso.

10 dicembre 2007: Accettazione dimissioni del vescovo ZADI e nomina del vescovo ROSSI.

Il Santo Padre Benedetto XVI il 10 dicembre 2007 accoglieva le dimissioni del Vescovo diocesano S. Ecc.za Mons. Divo ZADI, per raggiunti limiti di età. Elevava, con nomina episcopale, Vescovo della diocesi di Civita Castellana S. Ecc.za Mons. Romano ROSSI. Il Vescovo venne ordinato il 12 gennaio 2008 e fece il suo ingresso in diocesi il 16 febbraio 2008.

1 ottobre 2008: Il Vescovo S. E.Mons. Romano ROSSI
nomina parroco don Luigi ROMANO.

Dopo il periodo durato quattro anni, in cui esercitò le funzioni di Amministratore parrocchiale Mons. Nicola Fiorentini, il Vescovo diocesano provvide a nominare parroco della Comunità parrocchiale SS.mo Salvatore in Bracciano don Luigi Romano che proveniva da Civita Castellana, ove era stato vicario parrocchiale. Il Vescovo, nella lettera di nomina (foto n. 26), manifestava a don Luigi tutta la fiducia e la stima augurandogli ogni bene. La premura del Vescovo per l’imminente apertura del cantiere per la costruzione della Chiesa e degli ambienti parrocchiali, come citato nella lettera di nomina, avrebbe dovuto essere stimolo di aggregazione e di sempre più esplicita identità cristiana.

12 ottobre 2008: Ingresso in parrocchia
del nuovo parroco don Luigi ROMANO.

La data dell’ingresso del neo parroco don Luigi nella Comunità parrocchiale SS.mo Salvatore venne fissata alla domenica 12 ottobre 2008 alle ore 18.00 (foto n. 27).  La Comunità parrocchiale si preparò adeguatamente a vivere l’importante evento.

Don Luigi venne accolto all’ingresso di via delle Palme, nei pressi del civico n. 2, ed in processione venne accompagnato, dalla Comunità e dalle Autorità presenti, sino al luogo della celebrazione eucaristica che si tenne nel piazzale parrocchiale.

Maggio 2009: Realizzazione della struttura
in sostituzione del prefabbricato (il pallone).

     Finalmente il Vescovo diocesano annunciò che la Conferenza Episcopale Italiana aveva dato parere positivo alla richiesta di costruzione della Chiesa ed era disponibile il finanziamento dei fondi. Si poteva passare alla fase progettuale dell’opera.

Il 23 gennaio 2009 don Luigi Romano, Parroco della Parrocchia SS.mo Salvatore, poteva dare inizio alla presentazione della relativa documentazione, come richiesto dal Comune di Bracciano con lettera prot. n. 2187/78/08/PC (foto n. 30), per la realizzazione del nuovo complesso parrocchiale ubicato in via della Palme. L’11 settembre 2008 la Commissione edilizia rilasciò il parere favorevole alla costruzione. Successivamente, in data 21 aprile 2009, venne rilasciato dal Comune di Bracciano il Permesso di Costruire n. 24/2009, con prot. 13225 (foto n. 29).

Era arrivato il momento, tanto atteso, di realizzare un progetto da presentare all’approvazione degli enti preposti. L’area interessata per la realizzazione del nuovo complesso parrocchiale non era molto estesa e, tra l’altro, era occupata in parte dal prefabbricato. Si doveva procedere quindi all’abbattimento del prefabbricato, e alla realizzazione quindi di una struttura, anch’essa precaria, che sostituisse la precedente per permettere alla Comunità parrocchiale la continuità delle celebrazioni eucaristiche.

L’area, individuata nella zona d’angolo, fronte strada, non doveva essere di intralcio al cantiere per tutto il tempo necessario ai lavori di costruzione della nuova Chiesa e dei locali parrocchiali. Venne deciso di installare una struttura in ferro con copertura in pvc (foto n. 30 e 31).

Il 15 luglio 2009 venne celebrata per l’ultima volta la Santa Messa nel prefabbricato ed il giorno seguente furono trasferiti gli arredi nella nuova struttura. L’11 giugno 2010 venne celebrata per l’ultima volta la Santa Messa anche nel pallone. Ora era diventato possibile entrare nel nuovo tempio.

La Comunità parrocchiale ha iniziato il suo cammino nel lontano 1980 e periodicamente ha vissuto vari trasferimenti in diversi luoghi. L’ultima esperienza è stata vissuta anche in una tenda.

Questo continuo pellegrinaggio ha permesso di scoprire di essere ora, spiritualmente, anche in sintonia con colui che è stato prescelto per il titolo della nuova Chiesa: il Beato Charles de Foucauld.

Una Comunità parrocchiale in cammino.

Il vecchio diario, ormai logoro e scolorito, appena sfogliato ci ha permesso di rivivere tutti gli avvenimenti più importanti della vita della Comunità parrocchiale SS.mo Salvatore, sempre in cammino. Molto, per motivi di spazio, qui non è stato scritto. Certamente venne vissuto con impegno, sacrificio e dedizione.

Con l’ingresso di don Luigi la Comunità parrocchiale si è ritrovata, per accoglierlo, di nuovo all’inizio di via delle Palme. In quel luogo arrivò il tempo dei locali condominiali, del prefabbricato, dei locali presi in affitto al civico n. 5b, del pallone, sino al tempo della costruzione in pietra, manufatto visibile, luogo dell’ecclesìa, dell’assemblea, della comunità annunciante al suo interno e verso l’esterno, manifestazione della presenza viva e perenne di Cristo in mezzo agli uomini.

Negli anni furono sempre rivolte attenzioni e aspirazioni alla costruzione del tempio. Per fare spazio ad esso molti lavori sono stati necessari. È quasi evidente in questo un simbolismo che richiama l’invito del Battista a spianare le strade davanti al Signore che viene, come avvenne con gli iniziatori della nostra Comunità, considerando gli esempi di vita cristiana e di impegno umano e sociale di coloro che sono stati con noi e di chi è ancora in mezzo a noi.

Un altro elemento simbolico, che rimanda all’idea del pellegrinaggio, si materializza nella collocazione geografica della Chiesa, ubicata su una strada molto significativa per il quartiere, anche se non proprio centrale ai nuclei abitati, estesi sino alla via Braccianese-Claudia.

La nostra Chiesa quindi non è sorta in un luogo appartato, bensì movimentato, in un contesto urbano che cresceva con essa e che essa animava, come armonizzava la convivenza di genti che venivano da ogni parte. Il pellegrinaggio iniziato nel lontano 13 giugno 1980 è ora giunto ad una nuova tappa.

Il 1 dicembre 2013 la Comunità parrocchiale SS.mo Salvatore si radunerà per celebrare solennemente il Rito di Dedicazione della Chiesa.